Allarmante aumento dei casi di Covid-19 in Libia

Aumento dei contagi record e basso tasso di vaccinati. Secondo i rapporti dell’UNICEF, la Libia vive un’ondata allarmante di casi di Covid-19, con la variante Delta in rapida diffusione che contribuisce  al più alto tasso giornaliero di infezione dall’inizio della pandemia.

Allarme quarta ondata in Libia dove nelle ultime settimane le infezioni sono all’apice, con un’impennata che ha registrato 4.061 nuovi casi di Covid-19. Tasso giornaliero più alto registrato dall’inizio della pandemia, superando i 221.495 nuovi casi di Covid-19.  A contribuire anche la variante Delta, altamente contagiosa, persiste nei Paesi vicini e, molto probabilmente, anche in Libia. Una situazione senza precedenti.  Come afferma AbdulKadir Musse, Rappresentante speciale dell’UNICEF in Libia.

Il virus prolifera in Libia con un aumento del 270% dei casi di COVID-19 nell’ovest, del 480% nel sud e del 50% nell’est del paese. Sebbene queste cifre siano già motivo di preoccupazione, l’UNICEF ritiene che il numero reale di infezioni sarà probabilmente sostanzialmente più elevato. Visto che il tasso di vaccinazione è piuttosto basso, il contagio si diffonde rapidamente.

Secondo il Centro Nazionale per il Controllo delle Malattie, il Paese nordafricano ha registrato 2.854 nuovi casi. Un aumento di oltre sei volte dal primo luglio. Inoltre, si ritiene che i numeri reali siano molto più alti. Le ragioni alla base dell’aumento del numero di casi sono la scarsa attuazione e l’adeguamento della sanità pubblica e delle misure sociali. In Libia non ci sono quasi test per il virus e il sistema sanitario è in uno stato di abbandono dopo quasi dieci anni di guerra civile.

La curva in costante aumento dei nuovi casi mostra che il Paese  si prepara per una quarta ondata.

Sebbene sia stata osservata una diminuzione da aprile a maggio, in Libia, la drammatica impennata dei casi si è registrata a partire dalla settimana del 4 luglio. Dove, la media giornaliera è aumentata del 425%. Da 246 casi nella settimana del 20 giugno a 1293 casi nella settimana del 4 luglio. Il numero di nuovi casi mostra un aumento del 73,8%, con la regione occidentale che registra un aumento del 74% di nuovi pazienti. Mentre il tasso di positività nazionale ha continuato ad aumentare dall’8,3 al 14%.

Le varianti Alfa e Beta preoccupanti sono state ufficialmente confermate nel Paese e si sospetta che la variante Delta stia già circolando, vista la sua presenza nei Paesi limitrofi. Di conseguenza, le frontiere con la Tunisia sono state chiuse per una settimana. La copertura vaccinale è ancora a un livello basso, con solo il 5,6% della popolazione parzialmente vaccinata.

Ad oggi, in Libia sono disponibili un totale di 830.190 dosi del vaccino COVID-19. Di cui 230.190 dosi dei vaccini AstraZeneca e Pfizer sono state ricevute attraverso la struttura COVAX Facility. Al 4 luglio sono state vaccinate complessivamente 385.916 persone. Mentre sono registrate oltre 900.000 persone, di cui 4.327 non libici.




Nonostante la campagna di vaccinazione sia iniziata ufficialmente il 17 aprile in 430 strutture sanitarie in tutta la Libia, il processo è stato lento. Il 21 giugno, una direttiva del Centro nazionale per il controllo delle malattie consigliava di continuare la campagna di vaccinazione con la sola prima dose. Al fine di creare l’immunità di gregge comunitaria. Con l’implementazione della seconda dose ancora da iniziare, nessuno è stato completamente vaccinato dalle autorità sanitarie.

L’UNICEF sta supportando le autorità e intensificando la risposta al COVID-19, incluso il supporto all’introduzione della vaccinazione nazionale contro il virus. Oltre che alla comunicazione del rischio e dell’impegno comunitario (RCCE). Inoltre sta lavorando a stretto contatto con l’OMS e i suoi partner per diffondere la consapevolezza sulle principali misure preventive. Creare domanda di vaccini e affrontare le voci e la disinformazione sui vaccini.

 

Felicia Bruscino

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