L’altra faccia dell’immigrazione in Italia, quella che non ci fanno vedere

L'altra faccia dell'immigrazione in Italia, quella che fa bene all'economia

È fatta di commercio e scambi culturali l’altra faccia dell’immigrazione in Italia

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Cristine Scandroglio e Fatou Diako sono le due professioniste di origine ivoriana che vogliono presentare l’altra faccia dell’immigrazione in Italia, quella che fa bene all’economia e non solo.

“Quando si parla di Africa si pensa sempre a guerre e carestie, ma è solo un aspetto marginale – ci racconta Cristine, mediatrice culturale esperta di internazionalizzazione, cooperazione e sviluppo tra paesi  – Io ho iniziato lavorando come formatrice nei centri di accoglienza per donne con bambini – continua la mediatrice – ma mi sono resa conto che quel sistema non andava a risolvere veramente le problematiche di un mondo migrante diverso da quello dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Così ho pensato ad uno sportello che si dedicasse alla persona, cioè a tutto quello che rientra nelle politiche sociali”.

L’idea di Cristine è stata poi accolta da un imprenditore campano, Giuseppe Micale che, attraverso AGENZIA MOVING PEOPLE NAPOLI – Fuorigrotta ha realizzato il suo progetto. L’ufficio nasce per soddisfare non solo le necessità legali dei migranti, ma fornisce soprattutto opportunità di internazionalizzazione per le imprese.

Un convegno sui diritti dell’immigrazione

Dall’incontro con Fatou Diako, presidentessa dell’associazone Hamef, è nato il convegno che si è tenuto a Napoli lo scorso fine settimana “Diritti dell’immigrazione, politica estera e commercio internazionale”. 

“Abbiamo colto questa possibilità – spiega Fatou – perché è un’occasione per mostrare veramente noi chi siamo. Se non si accetta la diversità, non arriveremo da nessuna parte. La mia associazione da cinque anni si occupa della tutela dei diritti dei migranti valorizzando il talento di ognuno. Abbiamo organizzato diverse iniziative in questo senso. Per esempio delle giornate dedicate alla moda che hanno fatto venire fuori giovani stilisti che fino a quel momento erano rinchiusi nei centri di accoglienza. Per poter capire il talento di una persona basta ascoltarla ma spesso, nell’immaginario comune, noi stranieri siamo tutti uguali”.

Venerdì, avvocati, politici, imprenditori e esperti in cooperazione internazionale si sono riuniti nella Sala Nugnes in via Verdi 35 a Napoli per parlare di commercio e immigrazione.

“Molto ci siamo dedicati all’apertura di nuovi sbocchi commerciali– dichiara Cristine – perché in Campania c’è ancora un’ottima industria manifatturiera che però non trova i giusti canali per poter essere valorizzata. Questa iniziativa nasce perché mi sono resa conto che c’è un vuoto su quello che è il mondo migrante inteso come internazionalizzazione quindi, l’emigrato come possibilità di cooperazione e conoscenza. Questo potrà succedere solo quando spegneremo i cellulari e incominceremo a guardare  la diversità come un’opportunità”.

L’intervento delle istituzioni

Un lavoro che va fatto in sinergia con le istituzioni, infatti, in rappresentanza dell’ Unione dei Consoli onorari in Italia, U.C.O.I., è intervenuto il veneziano Mattia Carlin, Membro del Consiglio direttivo U.C.O.I.

” L’immigrazione è un fenomeno epocale che esiste – ha dichiarato Mattia Carlin – non bisogna aver paura del futuro. Gli immigrati regolari sostanzialmente pagano la previdenza, quasi due miliardi di euro all’anno, contribuiscono a valorizzare il Pil quindi sono una risorsa economica. Ma a monopolizzare il dibattito sono 150mila richiedenti asilo, e non l’emergenza demografica italiana. Per un’immigrazione gestibile e ordinata, dunque, servono canali legali che permettano anche l’arrivo in Italia di lavoratori più qualificati. Eventi di questo tipo dove si parla di persone che lavorano, sane e concrete, che vengono in Italia e fanno del bene al nostro paese perchè no?”.

Anche Fabrizio Luongo, vicepresidente vicario della Camera di Commmercio di Napoli ha parlato dell’immigrazione come “un’opportunità per rinnovarsi” aggiungendo che: “Chi viene in maniera legale deve inserirsi in un percorso di integrazione”.

Ma, durante l’incontro, non si è parlato solo di Africa, è intervenuta anche Tatiana Pumpleva, presidentessa dell’associazione BELLARUS. “Solitamente poco si conosce del nostro Paese – ha spiegato – ma ci sono tante opportunità per gli investimenti e gli scambi commerciali”.

Così, per una serata, Napoli è stata il punto di incontro per migranti  e associazioni provenienti da punti diversi del mondo. Dalla Bielorussia al continente Africano la conclusione da trarre è comune, lo scambio tra culture diverse può essere un grande punto di forza, basta saperne guardare gli aspetti positivi.

Marilena Passaretti

 

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