Amanda Knox, a Strasburgo riconoscono la violazione del diritto alla difesa

L’Italia dovrà pagare alla cittadina statunitense 18 mila euro

Peter Kramer/NBC/NBC NewsWire via Getty Images
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La Corte di Stransburgo ha condannato l’Italia per la violazione del diritto alla difesa  di Amanda Knox, avvenuta durante l’interrogatorio del 6 novembre 2007, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Meredith Kercher.

Amanda Knox aveva inoltre accusato la polizia di aver subito maltrattamenti nel corso dell’interrogatorio in esame, ma i giudici della Corte europea per i Diritti Umani non hanno ricevuto prove valide a conferma dei fatti. La sentenza, che diverrà definitiva tra tre mesi, condanna il governo italiano a pagare alla ragazza la somma di circa 18 mila euro, di cui 10.400 euro per il risarcimento dei danni morali e 8 mila euro per le spese legali.  L’avvocato Dalla Vedova, legale della cittadina americana, ha commentato così la sentenza:

Si è trattato del più grande errore della storia giudiziaria italiana degli ultimi 50 anni, considerando anche il clamore mediatico suscitato dalla vicenda.

Da Seattle, dove si è rifatta una vita insieme al fidanzato, arriva anche il commento di Amanda Knox che si dice sollevata dall’esito del processo.

Il caso e il coinvolgimento di Amanda Knox

Sono passati ormai 12 anni dall’omicidio di Meredith Kercher, studentessa inglese, brutalmente uccisa a Perugia in circostanze misteriose. Eppure l’eco mediatico e le vicende giudiziarie che il caso si è portato dietro sembrano non voler aver fine. Il 2 novembre 2007, il corpo senza vita di Meredith è stato ritrovato nella sua

Amanda Knox e Michele Sollecito nel 2007

abitazione da Amanda Knox e Raffaele Sollecito, suo fidanzato dell’epoca.  I due ragazzi verranno convocati in questura il 5 novembre come persone informate sui fatti. Entrambi senza legale e con un alibi poco solido saranno trattenuti dalla polizia. Nel corso delle deposizioni Amanda accuserà Patrick Lumunba, titolare del pub nel quale la ragazza lavorava. L’uomo, grazie alla testimonianza di un medico svizzero, verrà successivamente scagionato.

Nel corso degli accertamenti, messi in atto dalla questura di Perugia, il caso si strinse intorno alle teste di Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede. Quest’ultimo, ivoriano dal passato travagliato, tentò  la fuga subito dopo la morte della studentessa ventiduenne. A seguito del ritrovamento del suo DNA sulla scena del crimine fu emanato un mandato di cattura nei suoi confronti. L’uomo venne ritrovato in Germania e riportato in Italia, dove verrà accusato della morte della giovane inglese.

L’infinito iter giudiziario

Il processo ha avuto un iter giudiziario travagliato, ancora oggi le vicende dietro la morte di Meredith Kercher non sono ancora del tutto chiare. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato Rudy Guede. Secondo gli inquirenti il movente dietro la morte della giovane fu un approccio sessuale finito tragicamente.



Amanda Knox e Raffaele Sollecito ottennero in prima istanza una condanna per concorso in omicidio. Nel 2011 la Corte d’Assise d’appello assolverà entrambi gli imputati per non aver commesso il fatto. La sentenza confermerà tuttavia il reato di calunnia alla Knox nei confronti di Patrick Lumumba. Dovrà per questo scontare tre anni di reclusione.

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La sentenza del 2011 verrà poi annullata dalla Corte di cassazione il 26 marzo 2013. La Corte d’Assise d’appello di Firenze, chiamata a pronunciarsi sul caso, sancirà la colpevolezza degli imputati e condannerà Amanda a 28 anni di reclusione e Raffaele a 25 anni. Nel marzo 2015, la quinta sezione penale della Corte Suprema di cassazione annullerà senza rinvio le condanne contro i due ragazzi, assolvendoli per non aver commesso il fatto. Ad Amanda fu inoltre annullato il reato di calunnia.

Una nuova vita per Amanda Knox

Amanda Knox, ventenne all’epoca dei fatti, è uscita dal carcere all’età di 24 anni.  Tornata negli Stati Uniti  ha terminato l’Università e si è dedicata al giornalismo. Ha pubblicato poi un libro  Waiting to be head, nel quale racconta le sue vicende giudiziarie. Nel 2016 ha partecipato a un documentario biografico firmato Netflix, nel quale Amanda racconta la sua versione sui fatti accaduti la notte del 1 novembre 2007.



Nel 2017 è tornata poi alla ribalta per aver condotto un programma sulla discriminazione di genere dal titolo The Scarlet Letter Reports. Sul suo profilo Instagram ha così commentato il suo approdo in tv :

Mentre ero sotto processo per un omicidio che non ho commesso, il mio pubblico ministero mi ha dipinto come una femme fatale con poteri magici per controllare gli uomini. Ho perso anni della mia vita in prigione a causa di stereotipi misogini. 

Nel 2018 ha intrapreso un tour nei college americani per parlare delle vicende legate all’omicidio di Meredith. Oggi Amanda Knox, trentadue anni lo scorso luglio, aspetta di sposare il suo fidanzato. Forse dopo la vittoria presso la Corte di Strasburgo può  chiudere definitivamente i ponti con i fantasmi del passato.

 

Emanuela Ceccarelli

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