Amatrice: un anno dopo il disagio continua

0

Perdite d’acqua e topi rendono invivibile “Campo Zero”, la prima area ad accogliere le Soluzioni Abitative d’Emergenza. La sofferenza non ha fine per gli abitanti di Amatrice.

 

È trascorso quasi un anno dal terremoto di quel tragico 24 Agosto che ha raso al suolo un piccolo paese, Amatrice, e strappato la vita a 300 persone. Un anno, un lungo e drammatico anno, che però, non solo non ha ricucito le ferite e placato il dolore, ma non è bastato neanche a chi di dovere per sanare la zona e aiutare i superstiti di quell’evento.

La ricostruzione non è mai cominciata, non andremo più via da qui

Si lascia sfuggire uno sconsolato abitante del Campo Zero, un’area in cui sono state consegnate le prime Soluzioni Abitative di Emergenza(SAE). La rassegnazione si respira tra gli abitanti del campo. L’umidità gonfia le pareti e i pavimenti. Le tubature perdono acqua da parecchio tempo e ancora nessuno è intervenuto a ripararle. Le abitazioni sono leggere e la minima oscillazione di vento le fa vibrare inquietando gli abitanti al suo interno.

Sanno, gli abitanti del Campo Zero, di fare parte di una ristretta minoranza. Infatti delle 3827 casette richieste ne sono state consegnate solo 534 lasciando ancora in condizioni disagiate numerose famiglie e persone. Sanno di essere tra i fortunati ad avere un qualcosa di simile a una casa ma non possono, educatamente e nel rispetto di chi ancora non ha avuto una SAE, rivendicare delle condizioni umane di vita. E’ un diritto che spetta a chiunque.




La ricostruzione di Amatrice non è ancora iniziata e quella casetta che doveva essere un’abitazione temporanea sarà invece la loro dimora per molti anni. E’ normale quindi chiedere che vi sia almeno un’area abitabile e sana. Invece si trovano ad avere porte con le maniglie che si staccano,pareti delle docce che cadono, finestre che non si chiudono o che non si aprono. Come se non bastasse sono arrivati anche i topi a infestare la zona. 

Per finire anche le fogne creano non pochi problemi.

Devono aver sbagliato qualcosa quando le hanno costruite ma io non sono un esperto

Spiega un collaboratore scolastico del liceo scientifico di Amatrice che vive nel campo con la moglie e il cognato. Infatti in alcuni giorni da queste si eleva un forte odore nauseabondo rendendo quasi invivibile la zona. Nei giorni di pioggia, inoltre, straripano rendendo impercorribile l’ingresso al campo.

Stanno negando un futuro a una popolazione, lo stanno obbligando a condizioni che mettono a dura prova la dignità umana. Ci sono persone anziane in quel campo che rischiano seriamente di non vivere mai più in una “vera” casa e che sono logorate dalle prove di “sopravvivenza” che quell’area sottopone ai suoi abitanti.

Nel frattempo, il regista Gianni Amelio, ha annunciato che presto uscirà il film “Casa d’altri”, un film su Amatrice o quel che ne resta. Un docufilm che, a detta del regista, non vuole far polemica sui tempi della costruzione di Amatrice ma far si che non si ripetano queste tragedie iniziando ad adattare il nostro territorio ai pericoli. Costruendo in modo antisismico per esempio.

Amatrice ha tremato e pianto un anno fa ma continua ad avere motivi per farlo, nel quasi totale disinteresse delle istituzioni. Sarà che i temi che fanno guadagnare voti ora sono altri?

Christian Gusmeroli

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi