Amazon: quando la beneficenza viaggia in rete

Il numero uno di Amazon, Jeff Bezos, dona 97,5 miliardi ai senzatetto

Il progetto Day One Fund continua un operato fatto di beneficienza e filantropia

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Il Ceo di Amazon, Jeff Bezos, ha staccato poche ore fa un assegno di quasi cento milioni di dollari per i senzatetto. L’uomo ha deciso di destinare i soldi a favore di organizzazioni che si occupano del rinserimento sociale dei clochard.

Amazon e il suo numero uno

È stato Jeff Bezos a fondare nel 1994 Amazon. L’azienda, da allora, si è imposta nel mercato divenendo il primo negozio virtuale nel quale fanno acquisti persone da tutto il mondo.

Forse è proprio il successo di Amazon e i suoi introiti a scatenare il senso civico di Bezos. L’attività filantropica, infatti, deriva in parte proprio dagli utili generati dalla sua creazione.

Ma non basta. Jeff Bezos inoltre rivela di essere convinto che un giorno Amazon fallirà:




Amazon non è troppo grande per fallire e infatti prevedo che un giorno Amazon fallirà. Amazon andrà in bancarotta. Se si guarda alle grandi società, il loro tasso di vita si estende per circa un trentennio, non per cento anni e oltre

Forse la sua intenzione è quella di fare il possibile fintanto che i guadagni lo permettono senza perdere mai di vista le persone. Le 24 associazioni beneficiarie dell’assegno, infatti, aiutano i senzatetto permettendo loro di

Tornare a camminare con le proprie gambe

Il progetto Day One Fund

Il fondo di beneficienza “One Day Fund” nasce a settembre da Jeff Bezos e la moglie MacKenzie. Il fondo offre un aiuto economico non solo per organizzazioni no profit ma anche per le costruzioni di asili ispirati al metodo Montessori e intanto ha già aiutato diverse persone.

L’attività filantropica del Ceo di Amazon punta anche a sviluppare l’infrastruttura spaziale, la ricerca scientifica e molto altro ancora.

Ma tutto questo buonismo da cosa deriva? Forse Bezos si è sentito offeso dalle critiche arrivate dalla rete che consideravano l’uomo più ricco della storia un grande assente nelle cause di beneficienza? O dalle rimostranze dei dipendenti che hanno stipendi ridotti e orari assurdi?

Fatto sta che l’assegno è stato effettivamente staccato e probabilmente abbiamo contribuito anche noi.

 

Elena Carletti

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