È l’ ambiente il tema al centro delle agende politiche che vanno a definirsi

Fonte: https://www.wired.it/attualita/ambiente/2015/12/12/cop21-accordo-parigi-clima/
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Non si parla di ambiente ormai da quando nel marzo scorso Trump, a meno di due mesi dal suo insediamento, annullò le leggi realizzate da Obama a protezione del clima.

“La mia azione oggi è un altro passo verso la creazione di posti di lavoro. Basta con chi rubava la nostra prosperità. Oggi comincia una nuova rivoluzione energetica”.

Queste le parole che accompagnarono la cancellazione del “Clean Power Plan“, il piano sulle restrizioni delle emissioni delle industrie e la riduzione delle centrali a carbone. Ironia volle che mentre i più grandi magnate americane seguirono alle azioni del tycon con nuovi investimenti per le energie sostenibili, le azioni del carbone crollassero.

Un presidente fuori tempo, che più che alimentare il sogno americano, ne distruggeva l’essenza, quella che fonda le sue basi nella crescita economica.

Il tutto mentre le aziende impegnate nei temi legati all’ ambiente continuano ad aumentare. Dalla Apple a Google, da Microsoft a Walmart, insieme a BP e Shell. Tesla con il suo ultimo modello realizzato supera Ford e General Motors.

Arriva oggi, a poco più di 24h dalla sua elezione, da parte del neo Presidente francese Macron, un segnale forte. L’impegno a che gli accordi di Parigi siano rispettati e la conseguente tutela per l’ ambiente sembra assumere la forma di un tema centrale nell’agenda politica di Emmanuel Macron.

Un messaggio che da parte del candidato che ha fatto dell’innovazione il suo programma politico, è, più che forte, un segnale di monito nei confronti del Presidente statunitense, che come riferito alla CNN da parte del portavoce dell’Eliseo, è stato ribadito nel corso della telefonata con la Casa Bianca.

Già il 10 febbraio scorso Macron aveva rivolto un richiamo all’ordine nei confronti dei ricercatori americani perché considerino la Francia casa loro. Perché si sentano accolti. Perché possano considerare la prospettiva di continuare quel lavoro che avevano svolto negli Usa in Europa.

“Io so come ora il vostro nuovo presidente abbia deciso di mettere a rischio il vostro budget, le vostre iniziative, e di come sia estremamente scettico sul cambiamento climatico. Io non ho dubbi sul cambiamento climatico e di come dobbiamo essere impegnati su questo tema.”

Quasi in contemporanea, da Milano, durante l’intervento al Seeds and chips, la manifestazione dedicata all’alimentazione e all’innovazione, Obama parla dell’Accordo di Parigi.

“Un accordo molto significativo”, realizzato alla luce del cambiamento climatico e volto alla salvaguardia dell’ ambiente.

Sarà il G7 a Taormina di fine maggio a chiarire la posizione americana sulla permanenza o meno all’interno dell’Accordo.

Sembra intanto definirsi la strada di una nuova leadership europea che ha ben capito da dove partire e soprattutto dove vuole arrivare. E l’ ambiente, sulla scia dell’esempio di Obama, è forse il vero punto di partenza.

Ilaria Piromalli

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