L’italiana arrestata ad Amburgo scrive una lettera dal carcere

Maria Rocco chiede di tornare a casa

La ragazza veneta arrestata durante il G20 di Amburgo lancia un appello alle autorità italiane per essere aiutata a tornare a casa e potersi difendere dalla accuse

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La giovane italiana si sfoga in una lettera dal carcere di Billwerder ad Amburgo. Ha scritto ai suoi amici per raccontare la sofferenza di queste eterne giornate da detenuta e lanciare un appello al modo della politica e della cultura. Chiede solo di essere riportata a casa al più presto.

Maria Rocco è di Feltre, ha 23 anni e dalle foto non ricorda esattamente una black block. Non ci sono né passamontagna né vetrine rotte ad incriminarla. Eppure è rinchiusa da più di due settimane in un carcere di Amburgo. L’accusa è di “Grave violazione dell’ordine pubblico con resistenza a pubblico ufficiale” durante la manifestazione svoltasi in occasione dell’ultimo G20. La giovane manifestante sarebbe finita nelle mani della polizia tedesca per aver prestato soccorso a una ragazza che presentava una frattura esposta alla gamba. Le forze dell’ordine l’avrebbero accusata di non essersi allontanata dal soggetto infortunato durante una carica della polizia contro il corteo autorizzato. Insieme a lei, colpevole dello stesso reato, è stato trattenuto un altro italiano di appena 18 anni, Fabio Vettorel. Il giovanissimo manifestante di Belluno è stato trasferito al carcere minorile di Hahnofersad subito dopo l’arresto.

La famiglia Rocco sta valutando tutte le possibilità per riportare Maria a casa.

La diplomazia non si è mossa. Siamo di fronte ad una grossa ingiustizia. Bisogna che le coscienze si sveglino affinché Rocco e Vittel possano rimpatriare. Per cominciare vorremmo delle firme pesanti sulla petizione “Maria e Fabio liberi subito”. Ho registrato qualche disponibilità, però adesso bisogna passare ai fatti. Finora sono molto deluso”

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Ha dichiarato Serrangeli, il difensore che segue a vicenda.

Intanto i due giovani restano in Germania. Senza l’intervento delle autorità nazionali rischiano di passare tutto agosto in una prigione straniera. Verrebbe da chiedersi cosa stiano aspettando? D’altronde si sa, ottenere giustizia per un manifestante è sempre stato più difficile.

Grigorij Silaev

 

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