Pubblicato studio sulla possibilità di ammartaggio di veicoli massicci

0

L’atterraggio su Marte o più propriamente l’ammartaggio di veicoli massicci costituisce un passo indispensabile verso le prossime fasi dell’esplorazione del pianeta rosso,  soprattutto eventuali missioni umane, che richiederanno un peso molto, ma molto superiore, a quello del veicolo più pesante che siamo riusciti a far arrivare sano e salvo sulla superficie marziana. Ieri dalla Facoltà di ingegneria dell’Università dell’Illinois è arrivata notizia di uno studio pubblicato su Journal of Spacecraft and Rockets sullo sviluppo di una migliore strategia di volo per portare veicoli più pesanti su Marte.
Attualmente il veicolo più pesante giunto sulla superficie marziana è il Curiosity Rover che pesa circa una tonnellata (poco meno) dunque “appena” come un’utilitaria, la tecnica usata per l’atterraggio è stata in tutte le missioni di rallentare il veicolo con paracadute poi in alcuni casi si è usata le tecnica dei retrorazzi per decelerare ulteriormente in altri quella dell’impatto attutito da airbag. Purtroppo la tecnica dei paracadute è inefficace allo scalare del peso, così si pensa di utilizzare solo grandi retrorazzi, ma grandi retrorazzi vuol dire più carburante che si traduce in: più peso, più costi e meno carico utile da trasportare.



Una missione umana richiederà di far ammartare un carico tra le 5 e le 20 tonnellate, qual è il modo più efficace di farlo in termini di costi e che il peso trasportato sia soprattutto carico utile?
Zach Putnam assistente professore nel dipartimento di ingegneria aerospaziale della succitata università (ma la ricerca è stata finanziata dal Jet Propulsion Laboratory della NASA) ha sviluppato una strategia che essenzialmente prevede che la navicella entri nell’atmosfera marziana tuffandosi, poi dovrebbe sterzare verso l’alto, questo è possibile perché mentre il veicolo sta precipitando nell’atmosfera la portanza conferisce la possibilità di una limitata capacità di manovra, questa manovra porta il veicolo a cambiare l’angolo con cui precipita verso il suolo e a “volare” (sarebbe più corretto dire precipitare in maniera controllata) più a lungo ad altitudini più basse dove la tenue atmosfera marziana è un po’ più densa e dunque ha più capacità frenante, questo significa che sarà richiesta meno energia ai retrorazzi per ridurre la velocità del veicolo a un livello che permetta un ammartaggio sicuro invece che lo sfracellarsi al suolo.

Related Posts

Roberto Todini

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi