Amore è libertà. Le nuove frontiere degli “affetti stabili”

Il mondo evolve, così come il nostro modo di percepire gli affetti. Forse dovremmo solo concepire l’idea che amore è libertà (pur restando nei limiti di rispetto e sincerità tra le parti)

“Non confondere l’amore e l’innamoramento, che oramai non è più tempo”  Cita Brunori SAS nella sua canzone. Di fatto questo sentimento è alla base di tutto il nostro esistere, sia individuale che sociale. Certo che l’innamoramento è un fugace turbine di emozioni, un processo iniziale che sconvolge i sensi e il raziocinio. Poi, col tempo, affievolisce per lasciare spazio al vero amore che è fatto di affetto e complicità. Fino ad arrivare alla stabilità emotiva e familiare che tanto si brama. Ciò però non deve far mai dimenticare il fondamento da cui nasce tutto, cioè che amore è libertà di espressione. E nella vita tutto si può arginare, tranne che un sentimento sincero e puro come questo.

La fedeltà resta però un punto molto rilevante in un rapporto amoroso

Ah quante famiglie distrutte per un tradimento! Per una mancanza di sincerità, per quei sotterfugi e quelle tristi bugie che minano l’isola felice costruita – il più delle volte – su stereotipi sociali talmente radicati da non dare più alcuno scampo alla spontaneità emotiva. Se è vero che amore è libertà, allora perché limitare questo sentimento a un unico affetto? E – attenzione – mi riferisco all’amore come emozione, non alla promiscuità che ha come base unicamente un impulso sessuale.

L’era della monogamia forzata sta forse giungendo al termine? Certo che ancora abbiamo molti limiti mentali al riguardo

Cosa si intende per: rapporto amoroso “normale”? Di certo l’associazione, per la quasi totalità degli individui, andrà sulla coppia. Due persone che si giurano amore eterno “nella buona e nella cattiva sorte, finché morte non ci separi”. Questo perché finora la monogamia è sempre stata considerata un fondamento essenziale per il rispetto e il proseguimento di una relazione stabile. Il MIO compagno, MIA moglie, il MIO ragazzo… Un aggettivo possessivo altamente sfruttato quando si parla di amore.

Infatti poche volte ci fermiamo a riflettere sul fatto che questo vantare un diritto di possesso su un altro individuo – pur essendone innamorati – è il perfetto contrario del rispetto

Dico questo perché il limite più grande nell’accettare un sistema di poliamore, è proprio quello della gelosia. “Che nessuno ti guardi, che nessuno ti tocchi, che nessuno ti desideri… Tranne me”. Ciò si dice o si pensa – gran parte delle volte – e questa è in sintesi la vita del monogamo, colui che sceglie di far posto nel proprio cuore ad una sola persona. Si cade perciò in un assolutismo affettivo, del tutto contrario alla nostra vera natura.

Il retaggio culturale ci costringe nell’arco di tutta la vita, a continue repressioni affettive

Se viviamo una realtà di coppia e – accidentalmente – ci capita di provare affetto per qualcuno al di fuori del ménage a due, faremo di tutto per sopprimere quel sentimento. Questo perché pensiamo non sia “normale”, perché sarebbe disonesto e meschino  nutrire amore per qualcuno che non sia il nostro unico partner. Tuttavia, proprio riguardo la disonestà, in tante “rispettabili” famiglie convivono gli spettri di amanti subdolamente celati agli occhi dei rispettivi consorti. Non è forse anche questo poliamore? Non sarebbe quindi più giusto e onesto decidere di convivere alla luce del sole con chiunque si ami?

Comunque ci si interroga sempre più riguardo il vero significato di unione sentimentale… Che amore è libertà e – il più delle volte – non appena lo si imbriglia svanisce, quasi fosse un fuoco fatuo

Può darsi che si opti per un’esistenza da single, oppure che si scelga un unico partner per sempre, senza nutrire alcun bisogno di cercare oltre. Ma in moltissimi casi, nel corso della vita, ci si imbatte in sentimenti verso terze persone, che scaturiscono emozioni  né più né meno intense di quelle provate verso il proprio consorte. E chi sostiene non gli sia mai capitato, molto probabilmente sta mentendo…

Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello
(Gabriel Garcia Marquez)”

Imbrigliare, quindi, il cuore in un unico sentimento, può generare frustrazione o – peggio ancora – un degenerativo stato di insofferenza riguardo la relazione che si sta vivendo.

Infatti, recentemente, durante le restrizioni del lockdown, la famosa definizione di “affetti stabili” generó un bel po’ di confusione su come classificare uno o più rapporti amorosi

E stato molto bizzarro osservare come, durante l’isolamento da COVID, in molti sottolinearono la necessità di definire il concetto di “affetto stabile”. Quasi si volesse, tramite il termine e l’eccezione del momento, regolarizzare ogni genere di sentimento: amanti, amici “intimi”, fidanzati ancora non dichiarati… Insomma, un susseguirsi di quesiti che fecero, per un po’, impazzire la task force di Conte. Quasi volessero che qualcuno spiegasse loro cosa fosse in realtà un sentimento e quale tipo di diritto ne consegue.

Ma amore è libertà, così in questi giorni, a Somerville – Massachusetts – finalmente si riconoscono i primi diritti a favore del poliamore, un precedente da non sottovalutare

Ed è stata proprio la conseguenza al lockdown che ha portato alla luce le difficolta a cui vanno incontro le famiglie poliamorose, specialmente riguardo l’ambito dei diritti sanitari. Secondo la nuova ordinanza, a Somerville, i benefici per la salute potranno, d’ora in poi, essere estesi a più partner. J.T. Scott, consigliere comunale, a supporto di tale ordinanza, dice: ” Questo è semplicemente un modo per consentire alle persone di dire: questo è il mio partner e questo è il mio altro partner.  E ciò ha una rilevanza legale, quindi quando uno di loro è malato, possono entrambi andare all’ospedale”.

Inoltre questo status consentirebbe loro di acquistare una casa insieme e condividere benefici come, appunto, l’assicurazione sanitaria

Tutto ciò nel pieno della libertà di aggiungere anche, eventualmente, un ennesimo partner nel proprio nucleo familiare. Chissà se il mondo sarà pronto a seguire l’esempio di Somerville? Certo è evidente come la monogamia sia ancore un sistema relazionale profondamente radicato nella stragrande maggioranza dei casi.

Tabù e preconcetti ancora dilagano. Ma ragioniamo sul perché è così insita in noi l’idea di monogamia

Provate a fare un sondaggio, chiedete a qualcuno se potrebbe mai accettare un rapporto basato sul poliamore. Troverete chi resta sconcertato da un’idea del genere e invece chi, più diplomaticamente risponde: “Non lo accuso, ma io assolutamente non accetterei mai questo genere di relazione”.  A mio avviso tale avversione è solo una conseguenza all’errata e comune associazione relativa al tanto ridondante “sesso”.

Quando si parla di poliamore, infatti, in molti pensano subito a orge o strani giochi erotici, senza pensare che, invece (lo dice anche la parola), si tratta di amore… Altrimenti si sarebbe chiamato “polisesso”

E’ certo che comunque c’è un’intimità, ma il poliamore potrebbe funzionare anche su un piano del tutto platonico. Qui si si tratta di affetto, sentimenti veri e legami profondi tra più persone che, nel massimo del rispetto, decidono di unirsi e condurre insieme la propria vita. Cosa c’è di sbagliato o rivoltante in tutto ciò devo ancora capirlo. Poliamore, polifamiglia, polifedeltà… Più che un ideale  è una scelta filosofica che richiede una grande apertura mentale. Amore è libertà, non una confortante gabbia dorata di preconcetti. Il cuore è abbastanza grande da poter contenere tutti i nostri affetti, con la stessa identica intensità. Chi lo limita, limita se stesso.

Sabrina Casani

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