Ampollosa giornata internazionale delle persone con disabilità

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Tra i privilegi della lobby degli anziani con disabilità c’e’ quello di essere massacrati nelle case di riposo lager o abbandonati in assoluta solitudine all’interno di abitazioni spesso inadeguate.

Il 3 dicembre è stata denominata la Giornata Internazionale della disabilità, la retorica delle giornate nazionali e internazionali, non solo non risolve i problemi che vengono denunciati, ma nasce principalmente per fornire alibi a governi e opinione pubblica circa la dimostrazione di un interesse che non c’è e che si riduce a speculazioni spesso anche di carattere finanziario. La disabilità è un evento drammatico di per sé per l’effetto devastante sulla vita di un individuo, se poi ad essa si aggiunge la condizione di anziano, in una contrazione o addirittura assenza di servizi sociosanitari, la soluzione è o la solitudine in povertà o il lager per chi non può permettersi case di riposo a costi esorbitanti.

La disabilità interessa 4 milioni 360 mila cittadini di cui oltre 2 milioni in condizioni di particolare gravità, la maggior parte dei quali è oltre i 65 anni e vive nel meridione. Tra gli utrasessantacinquenni la percentuale che vive da solo sale al 42,4%, mentre per gli ultrasettantacinquenni solo 1 su dieci è autonomo nelle cure personali. Il modello del welfare familiare, laddove esistono familiari in grado di dare assistenza, è destinato ad entrare in crisi per le dinamiche socio-demografiche, nonché economiche.

Le risorse impegnate per la disabilità, al di là degli acrobati del pil, si riducono, a parità di potere di acquisto con gli altri paesi europei, a ben 461 euro annui, una vera vergogna. A questo si aggiunga la scarsa conoscenza dei servizi dedicati, nonché la scarsa o inesistente possibilità di accesso ad essi. Quando questo si realizza si scopre quanto rilevato da uno studio dell’Inrca sull’assistenza all’incontinenza urinaria. Nel 70 % dei casi non è possibile scegliere le modalità d consegna degli ausili assorbenti, per chi vive solo è facile comprendere che questo voglia dire rinunciare ad essi. Nel 57% di casi non è possibile scegliere l’ausilio più idoneo, il 30% giudica farraginoso e poco chiari l’iter burocratico per richiederli, il 67% denuncia che le quantità di ausili erogate è insufficiente. Questo esempio rivela che ci troviamo di fronte all’ennesima  modalità per non erogare i servizi dovuti .

La Convenzione ONU sulle disabilità recepita con legge n.18 del 2009 è disattesa così come le linee guida europee che fissano i criteri strutturali per la casa  degli anziani.
È evidente a tutti che ci troviamo davanti a due emergenze nazionali: gli anziani con disabilità che vivono soli e ignorati nelle loro abitazioni e la condizione delle case di riposo convenzionate o no in cui si pratica un’assistenza degna dei lager nazisti. La tanto decantata legge sul “DOPO DI NOI” per l’assistenza alle persone disabili, nel caso degli anziani non ha senso perché loro  sono già il dopo.

A questo punto, cosa proporre con forza e capacità di mobilitazione?

  • Un percorso con il coinvolgimento diretto degli interessati in forma associativa per realizzare quanto segue come prima risposta all’emergenza sociale delle disabilità e degli anziani con disabilità.
  • L’applicazione della convenzione ONU sulle disabilità.
  • Un piano nazionale con articolazioni regionali e comunali per l’attivazione di servizi socio assistenziali di natura residenziale e domiciliare pubblici.
  • Un piano di finanziamento straordinario dei servizi di cui sopra per recuperare i ritardi e costruire nuovi presidi socio sanitari.
  • Estensione del reato di tortura per i maltrattamenti dei disabili in strutture residenziali o presso il proprio domicilio.
  • Revisione delle convenzioni con le case di riposo per anziani disabili.
  • Costituzione di un osservatorio nazionale con possibilità di accesso presso le strutture socio assistenziali dedicate.

Se solo tutto questo venisse preso in considerazione e si cominciasse a procedere alla predisposizione degli atti consoni per la realizzazione delle proposte, allora avrebbe senso la giornata internazionale delle persone con disabilità.

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