Anac: la corruzione in Italia è un sistema solido ma crescono le denunce

Secondo l'authority sull'anticorruzione il sistema illegale in Italia è forte ma crescono a dismisura le denunce ma c'è bisogno di più mezzi operativi.

Crescono anche i ricorsi al “pre-contenzioso” che l’Anac può espletare in sostituzione del Tar.

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La corruzione Italia gode di ottima salute e non accenna a indebolirsi. Ma, parimenti, anche le denunce sulle irregolarità nella Pubblica amministrazione e nelle procedure degli appalti crescono a dismisura. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Anac sulla corruzione in Italia presentato da Raffaele Cantone in Parlamento.




Ciò che egli definisce – insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella – come “male assoluto” è ancora molto forte ma può essere abbattuto. L’aumento delle denunce ne è la dimostrazione, ma c’è anche bisogno di maggiori tutele per chi denuncia. E Cantone non nasconde che il suo stesso ente avrebbe necessità di maggiori fondi e mezzi operativi per poter svolgere ancora meglio ciò che la legge già gli consente di fare.

Aumento delle denunce

Come detto, crescono le segnalazioni all’Anac in materia di presunti casi di corruzione. Ma ciò che più sorprende è il decisivo aumento delle segnalazioni. Si è passati dalle sole 3 del 2014 alle 364 del 2017. Un trend in crescita nonostante la legge non tuteli abbastanza chi decide di denunciare.

Le denunce arrivano perlopiù da Regioni ed enti locali che riguardano il 39,33% delle segnalazioni, da università e istituti di formazione per il 21,35% e per il 13,48% da aziende sanitarie. In merito invece ai motivi della denuncia per il 20,54% si tratta di misure discriminatorie da parte di enti o amministrazioni; il 16,96% riguarda incarichi e nomine illegittime e, a pari merito, corruzione, abuso di potere e appalti illegittimi al 15,18%.




A crescere non sono solo le segnalazioni, ma anche i pareri di “pre-contenzioso” che l’Anac può espletare. Tale procedura può essere richiesta da enti o imprese qualora sorgessero dei contenziosi in sede di gara d’appalto. In tal caso l’Anac, rafforzata dall’articolo 211 del Codice degli appalti, può sostituirsi al Tar nell’espletamento di un parere vincolante.

Anche in questo caso, come detto, crescono le richieste dei pareri di pre-contenzioso: dalla media annuale di 221 nel periodo 2009-2015, si è passati ai 471 del 2017. Visto il decisivo aumento, l’Anac sta valutando lo snellimento dell’iter per la disamina dei casi.

Lavori pubblici e appalti

Come è noto, uno dei settori più floridi per la corruzione è quello degli appalti. Le procedure degli appalti, a loro volta, compromettono l’esecuzione dei lavori pubblici, già strozzati da un’eccessiva burocrazia. Per questo motivo, a proposito di appalti, Cantone chiede che le norme in vigore non siano azzerate. Tornare indietro, spiega Cantone:

“Rischierebbe di creare un’ulteriore fase di fibrillazione con una (nuova) crisi del settore dalla quale, sia pure a fatica, si sta lentamente uscendo”.





Che il settore degli appalti sia terreno fertile per la corruzione è dimostrato anche dal numero di segnalazioni ed esposti pervenuti all’Anac. Nello specifico, nel 2017 sono pervenute all’Anac 5190 segnalazioni relative ad appalti di lavori, forniture e servizi. Per il settore dei lavori gli esposti sono stati 1700 e 500 le istruttorie aperte; per il settore dei servizi e forniture le segnalazioni sono state 3490 e le istruttorie aperte 585.

Guai anche per alcuni cantieri impegnati nella ricostruzione post sisma del 2016. Grazie alla Guardia di Finanza sono state scoperte imprese in subappalto non autorizzate. I controlli hanno anche coinvolto 17 imprese raggiunte da interdittive antimafia e per questo commissariate dalle prefetture. Di queste, sedici operano nella raccolta dei rifiuti e nell’accoglienza dei richiedenti asilo.

Nicolò Canazza

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