L’Anagrafe Nazionale Antifascista: un patrimonio condiviso di valori

Una comunità virtuale dove dichiararsi promotori e difensori dei diritti e della libertà

Nel giorno dell’anniversario della Liberazione ha ancora senso proclamarsi antifascisti. Lo si può fare iscrivendosi all’Anagrafe Nazionale Antifascista, una comunità virtuale inaugurata dal Comune di Stazzema, lo stesso che nel 1944 fu sede di un terribile eccidio nazifascista.

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Spesso ci si chiede se abbia ancora senso, oggi, professarsi antifascisti. Probabilmente per rispondere basta ricordare che il 4 marzo scorso sulle schede elettorali erano presenti anche simboli riconducibili a Casa Pound e Forza Nuova. Certo, non hanno superato la soglia di sbarramento e, dunque, i loro rappresentanti non siedono in Parlamento.Tuttavia, quasi 400.000 italiani hanno votato partiti dichiaratamente fascisti. Precisamente, 280.000 voti per Casa Pound e 119.000 per Forza nuova. Se è vero che in senso relativo si tratta di percentuali irrilevanti (rispettivamente, 0,9% e 0,3%), bisogna comunque prendere atto del fatto che decine di migliaia di italiani si riconoscono oggi, nel 2018, nei valori fascisti. Valori antistorici e anacronistici, che vorrebbero imporre una visione univoca della società, della famiglia e dell’individuo, escludendo senza possibilità di appello tutto ciò che è percepito come diverso o sbagliato.

L’importanza della memoria

Quindi sì, oggi, nel settantatreesimo anniversario della Liberazione, ha ancora senso dichiararsi antifascisti. E dal 27 dicembre 2017 è possibile farlo in modo inequivocabile: iscrivendosi all’Anagrafe Nazionale Antifascista. Si tratta di una comunità virtuale di valori a cui aderire compilando un modulo on line, sottoscrivendo così la Carta di Stazzema. Stazzema è il Comune che ha promosso l’iniziativa, per celebrare i 70 anni della Costituzione. Stazzema, per la precisione la frazione Sant’Anna, è anche il Comune in cui, il 12 agosto 1944, furono trucidate dai fascisti e dalle SS 560 persone, tra cui moltissimi bambini. E Sempre Stazzema è il Comune dove il Presidente Sandro Pertini inaugurò, nel 1982, il Museo della Resistenza. Un museo dove sono custoditi gli oggetti simbolo dell’eccidio, come la bambola con la testa rotta e il bavaglino sporco di sangue, allora ritrovata accanto al cadavere della sua piccola proprietaria: Maria Franca Gamba, di soli due anni.



La Carta dei Valori

La Carta di Stazzema proclama i valori in cui gli appartenenti al Comune virtuale antifascista si riconoscono. Sono i valori dell’uguaglianza, che non ammette distinzione di pensiero, razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale o sociale nel riconoscimento dei diritti inalienabili degli uomini e delle donne. Sono i valori della Libertà: di pensiero, di espressione, di religione e di autodeterminazione. Ancora, sono i valori dell’inviolabilità dell’integrità fisica e della sfera privata di ciascuno e del diritto ad avere un’istruzione e un lavoro, che consentano di condurre un’esistenza dignitosa. Sono anche i valori dell’Informazione e della Giustizia, che devono essere libere e accessibili a tutti. Sono i valori del dialogo, del confronto pacifico e del rispetto reciproco, tra i singoli come tra gli stati. Infine, sono i valori della Democrazia, che tuteli però anche le minoranze, e della sovranità popolare, in cui tutti hanno pieno diritto di partecipazione.

Un Comune virtuale popolato da Antifascisti

Di questi valori, che sono gli stessi della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, chiunque aderisca alla Carta si fa promotore e difensore. Appartenere alla Comunità virtuale Antifascista vuol dire impegnarsi per dar loro forza, dignità, fascino e centralità nel dibattito pubblico e nella vita quotidiana. Vuol dire rivendicarli con orgoglio e coraggio per costruire insieme un mondo più giusto. Un mondo dove il fascismo è bandito, insieme a ogni altro totalitarismo e autoritarismo.
Attualmente gli iscritti sono 38.750 e tra essi ci sono anche nomi celebri, come Leonardo Pieraccioni, Carlo Lucarelli e Loriano Macchiavelli. L’auspicio è che il loro numero continui a salire e per far sì che questo accada c’è una sola strada: la memoria.

Michela Alfano

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