Analisi dell’attuale società capitalistica secondo la teoria di Marx

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Cosa penserebbe Karl Marx dell’evoluzione del mondo? Qualcuno ironizza dicendo che se Karl Marx potesse davvero vedere qual è stata l’effettiva evoluzione del mondo probabilmente passerebbe le giornate a rivoltarsi nella tomba! Sostanzialmente è come se non si fosse avverata la teoria politico economica che il sociologo Karl Marx aveva redatto nel XIX secolo. L’uomo è caduto nella trappola del denaro? Il sociologo a questa domanda avrebbe sicuramente risposto “Si”, ecco perché: innanzitutto nel corso degli anni ha preso sempre più corpo l’idea della proprietà privata, accompagnata dalla teoria secondo cui il denaro da solo costituisce il “capitale” che già all’epoca di Marx aveva dato potere alla borghesia, la quale giustificava le sue ricchezze affermando che fossero il frutto del risparmio. Le teorie di Karl Marx sono comunque nate in un periodo storico in cui il mondo, soprattutto L’Europa, aveva bisogno di trovare la “retta via”. Per arrivare alla risoluzione e all’inquadramento della società bisognava portare avanti il processo capitalistico attraverso l’organizzazione del movimento operaio, che avrebbe portato così ad una distribuzione del lavoro fino al raggiungimento di un’equa distribuzione del capitale. Il frutto di questo processo in un primo momento è stata la merce capace di rispondere all’esigenze della popolazione, la quale è diventata a sua volta il bene di consumo che ha acquisito valore monetario. La seconda fase di questo processo riguarda il profitto che si può avere dalla merce/bene di consumo, nata dal lavoro dell’operaio, dato che ogni persona, borghese o no, pur di averlo usa il denaro investendo così il suo capitale. Karl Marx però sosteneva anche la tesi secondo cui questo tipo di processo sarebbe servito solo ad organizzare la comunità che a un certo punto avrebbe dovuto abbandonare il capitalismo, considerato la radice delle ingiustizie sociali, per passare così al socialismo e alla messa in discussione della proprietà privata. Soffermiamoci ad analizzare un attimo la società del ventunesimo secolo e chiediamoci se effettivamente il processo di Karl Marx ha potuto trovare terreno fertile per la sua completa attuazione. In un certo qual modo è come se la società ancora oggi, dopo più di un secolo, fosse ancora imprigionata nel sistema capitalistico dove comanda la persona, o il gruppo di persone, che detengono il potere dominando così la scena polita ed economica. Ma qual è il metro secondo cui viene misurato codesto potere? La risposta esatta a questa domanda ovviamente è il capitale, alias il denaro. La persona o il gruppo che detiene il potere e quindi anche il denaro investe costantemente nella ricerca di nuovi beni di consumo che vanno oltre l’essenziale. Il problema è che tali beni riescono comunque a ramificarsi nell’uso quotidiano fino al punto di diventare necessari, logorando l’uomo disposto a tutto pur di ottenerlo. (Ndr. Un esempio pratico può essere il telefono cellulare che muta costantemente e accresce il suo valore monetario). Questo ha fatto si che la scena comunitaria, sia economicamente che politicamente, venga controlla costantemente dal capitalista. Il frutto di tale processo è la crescita delle ricchezze e del potere dei cosiddetti capitalisti, capaci ormai di decidere anche le sorti della vita politica essendone loro stessi gli artefici, aumentando così il numero delle loro proprietà private e del patrimonio monetario, sottraendoli al singolo e annientando così l’equa distribuzione dei beni.

 

 

Francesca Guglielmino

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