Analisi dello spettro e ricerca della vita: conoscere meglio cosa cerchiamo

Arriva notizia dall’Università del Nuovo Galles del sud della realizzazione di un database con la spettroscopia di ben 958 molecole contenti fosforo.
La ricerca pubblicata su Frontiers in Astronomy and Space Sciences va però oltre fornire un database utile agli astronomi anzi in realtà secondo gli stessi  ricercatori il nuovo set di dati serve più per dare risalto ad alcune questioni che per permettere nuove scoperte per le quali è ancora insufficiente). Gli autori propongono una questione di fondo su analisi dello spettro e ricerca della vita, abbiamo bisogno di basi di conoscenza più solide.
Se non siete già dentro l’argomento (e perché dovreste esserlo? se foste esperti del campo non stareste leggendo un articolo di divulgazione su una rivista non specialistica) forse sarete un po’ confusi ora.
Niente paura! Ora mi spiego. Ricordate la notizia della fosfina nell’atmosfera di Venere? In realtà secondo alcuni scienziati nemmeno c’era mai stata la fosfina su Venere.
Ma il punto è un altro, quello che insegnò ai non esperti dell’argomento è che gli scienziati ricercano la vita su altri mondi senza mandarci sonde (una possibilità costosa e limitata) e senza andarci di persona (una possibilità ancora più costosa e limitata), si limitano in realtà a puntarci i telescopi e se il pianeta ha un’atmosfera la luce riflessa dal pianeta una volta scomposta tramite analisi spettrografica dice loro che tipo di molecole ci sono nell’atmosfera.
Nel caso di Venere la fosfina (fosfuro di idrogeno) che sembrava esserci è un gas che sulla Terra è prodotto solo dall’attività antropica e dall’azione di microorganismi anaerobi.
Ora i ricercatori guidati dalla dottoressa Laura McKemmish (un chimico), un team multidisciplinare formato da chimici, biologi e geologi, hanno indagato su come il fosforo (considerato un ingrediente base della vita) si comporta dal punto di vista dei tre campi. Lo scopo era rispondere alle domande fondamentali su analisi dello spettro e ricerca della vita.
Tutto questo lavoro parte dalla consapevolezza che dobbiamo saperne di più per utilizzare questo metodo senza incorrere in errori.
Per dirne una ci sono molecole che hanno spettri molto simili.
Presto sarà lanciato il James Webb Space Telescope che darà la possibilità di indagare la luce proveniente da lontani esopianeti con una sensibilità mai avuta in precedenza e per saperne di più, anche sulla possibilità della presenza di vita, il metodo dell’analisi dello spettro è e rimarrà l’unico metodo possibile per questi mondi che sono e rimarranno irraggiungibili, ma dobbiamo sapere cosa cercare e come farlo.

Roberto Todini

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