Anche Franco Zeffirelli è un molestatore?

Per il figlio adottivo del regista novantaquattrenne, Pippo Zeffirelli, le parole di Schaech nascono con il fine di: “un fumus persecutionis, ma anche di una vera e propria vendetta”

Il fatto sarebbe avvenuto nel 1993 e a subire le molestie fu l’attore Johnathon Schaech, noto per i suoi ruoli all’interno di show televisivi importanti come “Quantico”

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Il regista Franco Zeffirelli è stato accusato di aver molestato un attore durante le riprese di “Storia di una capinera”. L’attore in questione è Johnathon Schaech che ha dichiarato: “Con la scusa di insegnarmi, tentò di sedurmi”.

Il fatto sarebbe avvenuto nel 1993 e a subire le molestie fu l’attore, noto per i suoi ruoli all’interno di show televisivi importanti come “Quantico”. Secondo Schaech, che ha rilasciato un’intervista in merito a People, il corteggiamento di Franco Zeffirelli iniziò già a riprese inoltrate e una volta, addirittura, si spinse sino a tentare un rapporto di sesso orale.




L’attore, che durante le riprese di “Storia di una capinera” aveva appena 22 anni, dichiara come Zeffirelli: “Con la scusa di insegnarmi, tentò di sedurmi fin dall’inizio…Mi diceva quanto ero bello, mi raccontava storie incredibili e cosa dovevo fare per essere un grande artista. Capivo che voleva altro da me oltre che essere il suo primo attore”.

Per il figlio adottivo del regista novantaquattrenne, Pippo Zeffirelli, le parole di Schaech nascono con il fine di: “un fumus persecutionis, ma anche di una vera e propria vendetta”.




Ma perché l’attore avrebbe dovuto vendicarsi? Per Pippo Zeffirelli “il tentativo di rivalsa di Schaech” nasce da una decisione presa dal padre, dopo la fine delle riprese: il regista infatti decise di far doppiare l’attore, visto che soffriva di un’ostruzione alla gola, che gli impediva di parlare in maniera chiara. E questa decisione, secondo il figlio adottivo del regista, “mandò su tutte le furie” l’attore.

Pippo Zeffirelli, inoltre, chiarisce che quando Schaech si trovò a dover lavorare con Zeffirelli, aveva 23 anni e di solito “i registi (come suo padre) quando hanno a che fare con attori senza esperienza, a volte, sono più esigenti e più pressanti”.

Infine Pippo Zeffirelli non comprende il motivo che ha impedito a Schaech di fargli presenti queste ipotetiche molestie durante i contatti che essi hanno avuto, negli ultimi anni, su Whatsapp.

Per questo si dice “stupito che il signor Schaech abbia atteso così tanto tempo e scelto proprio questo momento per muovere le sue accuse, ora che il Maestro, a causa delle sue condizioni di salute, non può più difendersi”.




A parer mio– conclude Pippo Zeffirelli- quindi, si tratta di una chiara vendetta nei confronti di Franco Zeffirelli, con la speranza di ottenere quella notorietà che all’inizio il signor Schaech pensava di ottenere, ma che la sua carriera di attore non gli ha mai procurato”.

Parole al vetriolo su un episodio, che se confermato con prove concrete, andrebbe ad aumentare gli episodi di molestie che sempre più spesso avvengono e avvenivano nel settore cinematografico.

Dorotea Di Grazia

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