L’italiano Andrea Coscelli alla guida dell’antitrust britannico

L’autorità per la concorrenza ed i mercati inglesi sarà in mano ad un italiano

L’Inghilterra ha deciso negli scorsi giorni di affidare la guida dell’autorità per la concorrenza ed i mercati ad un economista emiliano di fama mondiale

Andrea Coscelli
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L’emiliano Andrea Coscelli è stato nominato CEO dell’antitrust britannico. Un’ascesa professionale iniziata mesi fa, rallentata considerevolmente dalle dinamiche post Brexit. L’autorità per la concorrenza ed i mercati (CMA) sarà ufficialmente nelle sue mani dalla fine del mese.

L’economista italiano corrisponde perfettamente allo stereotipo di “cervello in fuga”. Classe 69, laurea alla Bocconi e dottorato a Stanford. Nel 1997 inizia la sua brillante carriera nel Regno Unito come insegnante all’University College of London. Seguiranno diversi incarichi nelle più prestigiose agenzie inglesi che operano nel settore della concorrenza, per finire come braccio destro dell’ex presidente della CMA, l’inglese Alex Chisholm.

“Sono onorato di essere stato scelto come guida di questa organizzazione per la sua prossima fase di sviluppo. Il CMA è fondamentale per aiutare i cittadini ad ottenere il meglio dal business. I mercati sono soggetti ad uno scrutinio pubblico e noi saremo parte attiva in questo processo” ha dichiarato Coscelli

L’antitrust britannico si troverà a ricoprire un ruolo particolarmente delicato nei prossimi mesi. Da una parte le polemiche scaturite dal pugno di ferro adottato da Chisholm e le maxi multe ai colossi dell’industria farmaceutica, dall’altra le questioni legali legate alla Brexit.  Tuttavia il neo amministratore si dichiara ottimista e sottolinea la necessità continuare una collaborazione parallela con la Commissione europea, sul modello Canada-USA. Coscelli sembra fiducioso anche sulla libertà dei mercati dopo che Londra e UE si saranno separate definitivamente.

Il nuovo CEO ha dichiarato di lavorare in un’ambiente aperto e progressista dove la sua nazionalità non è mai stata un ostacolo. La cittadinanza britannica ottenuta nel 2005 può aver agevolato la sua carriera, anche se per uno specialista del suo calibro non sarebbe mai stata indispensabile. Ma l’Inghilterra che lo accolse nel 97 potrebbe non esistere più. Per i giovani di oggi seguire le orme di Coscelli e tanti altri talenti italiani trapiantati a Londra non sarà così facile. Magari grazie alla Brexit potrebbero addirittura decidere di restare in Italia.

Gregory Silaev

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