Andrea Visconti e la fiaba per i figli che sta diventando virale!

Da un’idea creativa a una startup
A chi gli chiede se un’idea creativa possa diventare un’impresa, Andrea Visconti-imprenditore torinese- non ha dubbi nel dare la sua risposta affermativa.
Lui che quattro anni fa fondò Sinba: una startup che permetteva di pagare la spesa direttamente dallo smartphone, senza dover fare la fila alla cassa. Un’idea che sembrava vincente ma soprattutto convincente. Tanto che riuscì a vincere il talent show Shark Tank e a ricevere un finanziamento da H Farm. Tutte agevolazioni che non sono bastate a tenere in vita Sinba, che ha chiuso definitivamente. Un fallimento per Andrea, che in questa startup ci aveva creduto fin da primo momento.

Se incassare una scelta obbligata non è mai semplice, doverla riferire a moglie e figli è ancora più complicato. Soprattutto quando i figli, troppo piccoli per capire le dinamiche lavorative, ritengono la figura paterna invincibile. Andrea Visconti fa parte di quei “genitori coraggiosi” che hanno alzato bandiera bianca con onestà e trasparenza, volendo raccontare tutto alla propria famiglia. Per farlo si è servito di un video (sta diventando virale!) che racconta una fiaba con spunti interessanti sui concetti di successo e fallimento.

Lo scrigno magico di Desi e Gioi
Lo scrigno magico di Desi e Gioi: così si chiama la fiaba che il giovane imprenditore ha creato per i suoi figli. Una fiaba che racconta di come due marinai, il coraggioso Desi e il preparato Gioi, si siano imbarcati su una nave per portare “lo scrigno magico” dall’altra parte del mondo. Un viaggio rischioso che non fa scoraggiare i due protagonisti, sicuri del fatto che “decidere di non imbarcarsi per paura sarebbe stato il vero fallimento”.
La difficoltà di sopravvivere nel tortuoso mare delle startup, nella fiaba, viene tradotta da Visconti come la ricerca di “provviste che stavano per terminare”. Nonostante i numerosi complimenti ricevuti dai vari re, infatti, nessuno di loro si proponeva di aiutare concretamente i due marinai. Fino all’inaspettato arrivo di re Riccardo che decise di donare uomini nuovi e viveri all’imbarcazione. La tempesta, però, era iniziata e non faceva presagire nulla di buono. Di lì a poco i marinai videro la nave distrutta e gli uomini feriti; era tempo di ritirarsi definitivamente. La missione dello scrigno magico era fallita, anche se questo era rimasto intatto e “luminoso come non mai.

La capacità di (R)esistere
Una fiaba delicata, adatta al linguaggio dei bambini ma utilissima anche per gli adulti.
Una storia che sottolinea quanto l’insuccesso di un’impresa non significhi l’insuccesso delle imprese successive ma anzi, l’opportunità di imparare dagli sbagli e ripartire con un bagaglio di esperienze diverse.
La fiaba, infatti, non si conclude con due marinai arresi, ma con un invito a rimettersi presto in mare. “Volevo fare capire ai miei figli che a fallire è stata la mia azienda, non io. Perché le persone non falliscono. Ricostruire la nave significa che ripartirò per un nuovo viaggio. Per me era importante dire ai miei figli che comunque ci sarà un secondo tempo. Ripartirò, con un bagaglio di competenze maggiori”. Così ha commentato Andrea Visconti il finale positivo della sua fiaba. Un finale che riassume perfettamente il significato di “resilienza”, una parola che ultimamente si sente dire un po’ troppo a sproposito ma che Andrea sembra incarnare perfettamente. La resilienza, infatti, è la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Capacità che non mancano di certo a questo giovane marinaio, dagli occhi azzurri e il sorriso di chi ha già in mente un piano B!

Francesca Conti

 

 

 

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