Anne Frank, il simbolo dell’Olocausto

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Anne Frank non è arrivata ai sedici anni. Sarà per sempre una ragazzina, e non una ragazzina come tante. Anne amava leggere, studiare la mitologia greca, e scrivere il suo diario, regalo per i suoi tredici anni. Era molto fiera dei suoi folti capelli neri, era corteggiata da molti ragazzi e adorava la marmellata di fragole. Tutto questo è stato spazzato via dall’odio. Anne aveva una “colpa”: era ebrea.

Anne Frank
Anne Frank è la ragazzina ebrea più famosa del mondo, morta prima di compiere sedici anni

Nel luglio del 1942, Anne e la sua famiglia sono costretti a nascondersi: il nazismo è arrivato anche in Olanda, considerata dalla famiglia Frank un porto sicuro. Il diario di Anne cambia volto: da resoconto di giornate spensierate passate a giocare a ping – pong e a mangiare gelati con le amiche, esso diventa il diario della prigionia della ragazzina, costretta a crescere dall’oggi al domani.

Nel suo diario, Anne racconta tutto. Leggiamo i suoi pensieri e le sue impressioni, troppo adulti per una ragazzina di soli tredici anni. Assistiamo alle liti con la madre Edith e la sorella Margot e al rapporto simbiotico con il padre Otto, del quale la ragazzina è molto gelosa. Viviamo la tenera cotta di Anne nei confronti di Peter, un altro abitante dell’“alloggio segreto”. Gli screzi con la famiglia di Peter, le serate passate ad ascoltare la radio in attesa dei “salvatori”, il sollievo provato dai clandestini ad ogni visita dei loro “benefattori”, amici dei signori Frank. Anne parla di tutto, senza peli sulla lingua, e non smette mai di sognare e sperare. La ragazza, ormai quindicenne, sente che la liberazione è vicina. E non si sbaglia.

Ma il 4 agosto 1944, le SS irrompono nel nascondiglio e arrestano tutti, deportandoli nei campi di Westerbork, Bergen – Belsen e Auschwitz. Anne Frank muore poco prima della liberazione, prima di compiere sedici anni. L’unico sopravvissuto della famiglia è Otto Frank, che dopo la guerra riesce a recuperare i diari della figlia e farli pubblicare. Anne è considerata il simbolo dell’Olocausto, ma anche un emblema di speranza e forza d’animo.

“Il diario di Anne Frank” è ancora oggi uno dei libri più letti di sempre. Il racconto di una ragazzina costretta a crescere troppo in fretta, mantenendo però intatte le sue speranze. “Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora” scrive Anne nel suo diario, un diario che ancora oggi fa sperare in un mondo migliore.

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