Anne Lister: fatti e misfatti della prima, irresistibile, lesbica moderna

Proprietaria terriera, viaggiatrice, studiosa di scienze naturali e diarista, Anne Lister è stata la prima lesbica moderna. Anticonformista, altera, tutt’altro che fedele ai suoi molti amori, dalla sua tenuta del West Yorkshire come nei suoi molti viaggi, già nell’Ottocento studiava da icona.

Chi era Anne Lister? Per avere un’idea di questa figura scandalosa, leggiamo ciò che la proprietaria terriera e intellettuale britannica nel primo Ottocento diceva di sé nei suoi diari:

Piaccio alle donne. Sono sempre piaciuta loro. Nessuna mi ha mai detto di no.
(13 novembre 1816)

E ancora:

Ero un tipo fuori dal comune, lo ero stata fin dalla culla. […] Quello che si dice di me mi è perfettamente indifferente. anche se mi credono un po’ matta, io non mi scompongo.
(25 ottobre 1817)

E infine:

la mia condotta e i miei sentimenti sono per me del tutto naturali, giacché non mi sono stati insegnati. Non sono artefatti, ma istintivi. […] Se abbandoniamo la natura, abbandoniamo la nostra unica guida certa e, da quel momento, andiamo contro noi stessi. Sarebbe un deprecabile errore.
(17 aprile 1820)




Anne Lister è passata alla storia soprattutto per il primo matrimonio same sex celebrato in Europa in epoca moderna. Era dunque, soprattutto, una donna innamorata?

Correva l’anno 1834, era il giorno di Pasqua. Nella chiesa della Santa Trinità di Goodramgate (York), Anne Lister e Ann Walker, amanti già dal 1832, tra moltimormorii ricevettero insieme la comunione. Una celebrazione simbolica, certo, e del tutto priva di qualsivoglia valore legale. Eppure, potente abbastanza da essere ricordata come il primo matrimonio omosessuale celebrato in Gran Bretagna. Le due donne da allora in poi si sarebbero – e sarebbero state dagli amici più intimi – considerate una coppia sposata. Vivendo di fatto insieme nella dimora familiare di Anne Lister, Shibden Hall, ristrutturandola e arricchendola fino alla sua morte, nel 1840.

Eppure, questa vicenda romantica – rappresentata di recente in una serie tv prodotta da HBO – non esaurisce in sé l’identità di Anne Lister. Coltissima, appassionata viaggiatrice, forte come un uomo e abituata a vestirsi in modo mascolino – meritandosi il soprannome di “Gentleman Jack” – lei era uno spirito inquieto. Abbastanza da costare la salute mentale al suo primo amore, Eliza Raine, ai tempi del collegio femminile nel 1804, intrecciando molteplici relazioni con altre studentesse. Abbastanza da litigare senza ritegno in società con Mr. Lawton, marito di Mariana Belcome-Lawton, sua amante dal collegio e poi per molti anni. Abbastanza da prendere in gestione la tenuta che avrebbe ereditato dalla zia, soprintendendo personalmente all’apertura e allo sfruttamento di una miniera. Tutto ciò, senza rinunciare al proprio amore per la letteratura classica antica, ai viaggi in Europa e alle ascensioni alpinistiche sui Pirenei. Dove, nemmeno a dirlo, lasciava regolarmente indietro gli uomini.

Un modello positivo?

Conoscendo superficialmente le sue vicende, è forte la tentazione di fare di Anne Lister un modello positivo. Tuttavia, lo è davvero? La sua biografa Angela Steidele e la curatrice italiana della biografia di Lister, Margherita Giacobino, concordano nel fornire una risposta recisamente negativa:

Anne Lister era una donna tremenda […]. Ci teneva a essere un’eccezione assoluta. Su quest’affermazione di sé che diventa trionfo egoico lei ha costruito la propria personalità, la propria immagine, le proprie strategie di vita.

Ciò, in effetti, risulta molto evidente dai suoi diari cifrati, tenuti dal 1804 al 1840 per un totale di quattro milioni di parole. Inclusi dal 2011 nel programma UNESCO Memoria del Mondo, dopo essere stati inizialmente considerati dagli eredi uno scherzo, essi offrono un ritratto peculiare della donna. E , pur essendo materiale preziosissimo per gli studi di genere e la storia delle donne, la figura che ne emerge è tutt’altro che un’icona delle battaglie civili.

Di forte fede anglicana per tutta la vita, politicamente Anne Lister fu una convinta Tory, attivamente impegnata nel «difendere i privilegi dell’aristocrazia terriera». Una posizione non precisamente progressista. E non va meglio nel rapporto con le donne, nel contesto del quale la Lister manifesta un atteggiamento addirittura antifemminista. Infatti, scrivono Steidele e Giacobino,

Con tutte le sue amanti, Anne Lister esercita una supremazia erotica e intellettuale che non può essere messa in discussione. Per lei, come per gli uomini del suo tempo, le donne non devono manifestare né curiosità né indipendenza sessuale. […] Anne Lister non mette in discussione le regole dell’ambiente in cui vive, anzi, le riafferma a suo vantaggio.

Un aspetto nel quale si misura con precisione il limite di questa affascinante icona lesbica. Cioè il fatto di non aver potuto – o voluto – rinunciare, amando le donne, a ragionare e agire come un uomo.

Valeria Meazza

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