Ansia, per combatterla arriva la lavanda

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) i disturbi d’ansia colpiscono nel mondo il 10-20% di bambini e adolescenti. Le condizioni neuropsichiatriche sono la principale causa di disabilità nei giovani.

La metà di tutte le malattie mentali inizia all’età di 14 anni, dicono gli esperti, e tre quarti cominciano entro i 25 anni. Se non trattate queste condizioni possono influenzare pesantemente lo sviluppo dei giovani e la possibilità di vivere vite soddisfacenti e produttive da adulti. Quindi, lo sviluppo di una terapia efficace e di strumenti in grado di contrastare efficacemente i disturbi d’ansia rappresentano uno dei problemi più urgenti nel campo delle neuroscienze (o scienze comportamentali).

Ansia

L’ansia può variare da preoccupazioni o timori di breve durata, relativi ad un problema, una decisione o una situazione stressante, fino ad una condizione duratura o cronica che perdura nel tempo. Quando l’ansia è cronica, i sintomi possono progressivamente peggiorare e compromettere la vita quotidiana, il lavoro, la scuola, e le relazioni sociali.
I disturbi d’ansia includono: disturbo di panico, disturbo d’ansia generalizzato e condizioni legate alla fobia.

Terapia farmacologia

La terapia farmacologica è stata per lungo tempo una scelta di prima linea come opzione terapeutica efficace. I farmaci comunemente usati per trattare i disturbi d’ansia sono gli azapironi, gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina e le benzodiazepine, che modulano l’acido γ-aminobutirrico (GABA). Tuttavia, gli effetti collaterali di questi farmaci quali: mal di testa, sonnolenza, disfunzione sessuale, amnesia, tremori, ecc., possono essere gravi e più dannosi rispetto all’ansia stessa.

Composti aromatici

Nel corso degli anni, accanto ai prodotti farmaceutici, per il trattamento dell’ansia sono stati utilizzati anche composti aromatici derivati da estratti vegetali. Ad esempio, il linalolo estratto dalla lavanda,  è stato usato per trattare pazienti affetti da ansia. Il meccanismo d’azione a livello neuronale responsabile degli effetti ansiolitici non è stato ancora completamente rivelato. Un gruppo di ricercatori della Kagoshima University in Giappone hanno condotto uno studio proprio sugli effetti ansiolitici dell’odore di linalolo nei topi.

Risultati dello studio

Nel loro studio pubblicato su Frontiers in Behavioral Neuroscience, gli scienziati giapponesi hanno scoperto che per poter esercitare l’effetto calmante, il linalolo non dev’essere assorbito nei polmoni, ma dev’essere annusato, perché è proprio la stimolazione dei neuroni olfattivi presenti nel naso a provocare il rilassamento. Per giungere a queste conclusioni, hanno esposto alcuni topi all’odore della lavanda, mentre ad altri roditori hanno iniettato il linalolo direttamente nel flusso sanguigno.

Abbiamo osservato il comportamento dei topi esposti ai vapori del linalolo, per determinare i suoi effetti ansiolitici – spiega il co-autore Hideki Kashiwadani -. Abbiamo scoperto che l’odore del linalolo ha un effetto ansiolitico nei topi normali. In particolare, non ha alterato il loro movimento”. 

Questo contrasta con l’effetto delle benzodiazepine e delle iniezioni di linalolo, che provocano sul movimento effetti simili a quelli determinati dall’assunzione di alcol.




Ulteriori risultati

Inoltre, gli studiosi hanno esposto all’essenza della lavanda un gruppo di roditori anosmici, ossia incapaci di percepire gli odori perché privi dei neuroni olfattivi. L’esperimento ha dimostrato che il linalolo non ha avuto un effetto rilassante sugli animali. Questo, dimostra che il rilassamento nei topi normali è stato attivato dai segnali olfattivi evocati dall’odore del linaloloInfine, i ricercatori hanno scoperto che l’effetto ansiolitico nei topi normali è scomparso quando sono stati pretrattati con il flumazenil, che blocca i recettori GABA A sensibili alle benzodiazepine.

“Questi risultati suggeriscono che il linalolo non agisce direttamente sui recettori GABA A come fanno le benzodiazepine, ma deve attivarli attraverso i neuroni olfattivi presenti nel naso per produrre i suoi effetti rilassanti – precisa il dottor Kashiwadani -. I risultati ci avvicinano all’utilizzo clinico del linalolo per alleviare l’ansia. In chirurgia, per esempio, il pre-trattamento con ansiolitici può alleviare lo stress pre-operatorio e quindi permettere di sottoporre i pazienti all’anestesia generale con maggiore facilità. Far annusare il linalolo vaporizzato potrebbe anche fornire un’alternativa sicura ai pazienti che hanno difficoltà ad assumere gli ansiolitici per via orale o tramite supposte, come i neonati o gli anziani confusi”.

 

Alternativa agli ansiolitici attuali ?

Questi primi studi si sono rivelati promettenti. Adesso sono necessarie ulteriori ricerche per testare la sicurezza e l’efficacia del linalolo e contemporaneamente per scoprire i siti del cervello che stimola. Inoltre, poiché questo studio ha dimostrato gli effetti ansiolitici indotti dall’odore del linalolo solo nei topi maschi adulti, per avere una comprensione generale dei fenomeni, occorre valutare gli effetti sulla femmina (per esaminare le differenze di sesso) e sui topi giovani / anziani (per esaminare la dipendenza dell’età).

In conclusione i ricercatori suggeriscono che questo lavoro spiani la strada verso ulteriori indagini su come utilizzare le proprietà calmanti del linalolo negli esseri umani, affermando la necessità di “alternative più sicure” alle benzodiazepine e ad altri farmaci anti-ansia.

 

Maria Di Naro

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