Effetti del Decreto Sicurezza: la storia di Anszou Cissé, il bomber deportato

"Non so quando dovrò partire, né dove mi porteranno"

Il giovane calciatore coinvolto nello sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto

Credit: CdS Roma
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Anszou Cissé è un ragazzo senegalese di 19 anni e attaccante della Castelnuovese, detto il “bomber” per le sue prodezze calcistiche. Ma l’effetto del Decreto Sicurezza di Salvini lo ha raggiunto: il suo nome si trova nella lista di chi dovrà essere trasferito dal centro richiedenti asilo.

E’ un decreto che vuole portare più sicurezza nelle strade italiane, è un decreto che riconosce i diritti per i profughi veri ma rispedisce a casa i finti profughi che picchiano, spacciano e molestano. Basta. Di questa gentaglia ne abbiamo a sufficienza.

Matteo Salvini sul Decreto Sicurezza

Anszou Cissè è bravo con i piedi. Gioca in tutte e due le categorie giovanili della Castelnuovese, squadra di Castelnuovo di Porto che milita in Prima Categoria, e ha già segnato ben 8 goal nonostante l’infortunio al polpaccio che lo ha tenuto lontano dal campo  per quasi due mesi. Grazie alle sue prestazioni si è fatto apprezzare dai Castelnuovesi, che lo hanno amichevolmente rinominato “il bomber“. 




Ma Anszou fa parte di quella “gentaglia” che risiedeva presso il Cara di Castelnuovo di Porto, il secondo centro accoglienza per richiedenti asilo più grande d’Italia. Gentaglia che il Decreto Sicurezza ha cacciato dal Cara, che verrà chiuso, per essere trasferiti altrove.

Non mi hanno ancora chiamato, non so quando dovrò partire, né dove mi porteranno.

Mi trovo benissimo, tutti mi vogliono bene. L’altro giorno il capitano della squadra si è messo a piangere per telefono quando gli ho detto che mi vogliono mandare via. Non sappiamo cosa fare. La speranza è che qualcosa si muova al più presto, che si risolva tutto per il meglio. Vorrei continuare a giocare qui, anche perché non sarà facile trovare un’altra squadra dove verrò trasferito. E poi devo ancora aspettare otto mesi prima di sapere se è stato accolto il ricorso presentato dal mio avvocato quando è stata respinta la prima richiesta di asilo politico.

Queste le parole di Anszou, quasi in lacrime davanti ai cancelli del Cara. Sicuri che adesso le strade saranno più sicure?

Marco Giglia

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