Storia di Antonio Boggia, il primo serial killer italiano

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Via Torino è una via che si trova nel cuore di Milano. A due passi da Piazza del Duomo, essa è conosciuta e molto frequentata per lo shopping. Forse non tutti sanno che, in una via molto vicina a via Torino, si nascondono i segreti di Antonio Boggia, il primo serial killer italiano.

La storia di Antonio Boggia

Antonio Boggia nacque il 23 dicembre 1799 a Urio, un paese sul lago di Como. Successivamente si trasferì a Milano dove, grazie alla conoscenza del tedesco, venne assunto a Palazzo Cusani lavorando come addetto all’alimentazione del fuoco. Il Boggia si trasferì in via Nerino, dove abitò con i suoi figli. L’uomo venne descritto come un bravo cristiano, timorato di Dio ed un assiduo frequentatore della chiesa di San Giorgio al Palazzo. Fin qua tutto normale, ma ad un certo punto qualcosa cambiò.

 




 

Il 26 febbraio 1860 Giovanni Maurier si recò agli uffici del Tribunale di Milano per denunciare la scomparsa di sua madre Ester Maria Perrocchio, la quale abitava in via Santa Marta.
L’anno precedente Giovanni Maurier andò a fare visita a sua madre. Non trovandola in casa, ha appreso che la donna si era recata nei pressi del lago di Como. Il figlio non si era insospettito particolarmente, ma non vedendo la madre ritornare iniziò a preoccuparsi.

I primi indizi contro Antonio Boggia

Iniziò quindi a scovare nella vita di sua madre, con la quale non aveva un legame stretto. Così apprese che la donna era in buoni rapporti con Antonio Boggia, capomastro e uomo di fiducia dell’anziana donna. Tramite il Tribunale Maurier scoprì che il Boggia era stato denunciato in precedenza, il 3 aprile 1851 per tentato omicidio, ai danni di un certo Comi.

Il signor Boggia avrebbe invitato Comi nel suo magazzino in via Bagnera e successivamente lo aveva colpito con una scure. L’uomo riuscì a scappare e, dopo avere raccontato l’accaduto, riuscì a fare arrestare Antonio Boggia.

Il capomastro venne messo alle strette e, dopo una perquisizione si scoprì la verità: Antonio Boggia uccise Ester Maria Perrocchio, il cui corpo venne ritrovato mutilato. Ma la signora Ester non fu l’unica vittima dello spietato Boggia.

Egli aveva ucciso Angelo Serafino Ribbone, operaio, il signor Marchesotti, un frequentatore di aste benestante, Pietro Meazza, un fabbro e infine la signora Perrocchio. Gli omicidi avvennero con scopo di rapina.

Cos’è successo ad Antonio Boggia?

Per l’assassino venne aperto un processo il 18 novembre 1861 e il 6 aprile 1862 Boggia seppe che per lui era prevista la pena capitale. Due giorni dopo, fuori dalla città, ebbe luogo l’esecuzione: in mezzo ad una folla di curiosi, Antonio Boggia venne impiccato. Questa fu l’ultima condanna a morte di un civile a Milano fino al periodo della seconda guerra mondiale.

La leggenda racconta che lo spirito di Boggia vaghi ancora per via Bagnera sotto forma di vento gelido che soffia sulle persone.
Nel dialetto milanese è presente un detto: “fa minga el Bòggia”, usato per le persone che sembrano dolci e gentili ma che in realtà non lo sono per niente

Caterina Tiziani

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