Antonio Fontanesi: Un mattino d’ottobre

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Antonio Fontanesi (1818-1882) è l’espressione dell’afflato più tormentato del Romanticismo italiano. Emiliano d’origine si specializza in discipline artistiche alla scuola di Minghetti e, perseguendo il suo spirito attivista, combatte a fianco di Garibaldi.

Rifugiatosi in Svizzera, giungerà fino a Parigi, dove entra in contatto con il realismo di Corot e subisce l’influenza dello Sturm und Drang dei plumbei cieli e acque violacee di Constable e Turner. A Firenze incontra Fattori e Signorini e il loro stilema paesaggistico costituirà un punto di riferimento per i soggetti delle sue opere.

Fontanesi deputa la sua arte alla rappresentazione di meta-paesaggi, ove le pennellate rapide e nervose narrano tutta la panoplia emotiva del Romanticismo, come un climax, dallo stato tenue, al severo, all’iracondo. Prendendo in esame una sua opera del 1862, “Un mattino d’ottobre”, l’artista utilizza tutte le tinte brune fino alla degenerazione fulva per esprimere l’ardore tormentato, intervallato da una speranza flebile nel colorito del cielo, ove si apre uno squarcio luminoso su sprazzi di un ceruleo spento.

La sua maestria nell’uso e nell’accostamento tonale è un talento naturale che proviene dalla sua indole originale e indipendente. Colpisce i Macchiaioli, che ne apprezzano il linguaggio formale e a riprova di ciò questo quadro è proprio conservato dal pittore Cristiano Banti. Costui lo acquista attratto dal contrasto tra ombre e luce, tra spazi e interni, sapientemente dosati, e rimane affascinato dalla disinvoltura con cui affronta l’impianto scenico.

È vibrante l’atmosfera, i piani prospettici donano un dinamismo inconsueto all’immagine raffigurata, vi è una modernità inconsueta nell’affrontare i contenuti. Il gesto di Banti della compera di quest’opera ha anche il fine di dimostrare una sua unicità di risoluzione artistica, a differenza della consolidata – e maggiormente considerata – arte di D’Azeglio, rispondente in toto ai parametri logistici dell’epoca. L’irrompere di una nuova visione e composizione scenica è un merito di Fontanesi, artista al quale è dedicato questo sentito contributo.

Costanza Marana

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