Chi è Antonio Guterres, prossimo Segretario Generale Onu

Fonte: lifegate.it
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Il nono Segretario Generale delle Nazioni Unite sarà il portoghese Antonio Guterres, Alto Commissario Onu per i Rifugiati dal 2005 al 2015. Nonostante le recenti tensioni diplomatiche legate alla questione siriana, Stati Uniti e Russia non strumentalizzano le votazioni e trovano un accordo in tempi più rapidi di quanto previsto.

Fonte: lifegate.it

Ad annunciare la decisione il 5 ottobre scorso è stato l’ambasciatore russo Vitaly Churkin, attuale presidente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu: “Oggi dopo sei tornate di votazioni abbiamo un chiaro favorito, il suo nome è Antonio Guterres”, ha dichiarato alla stampa. Il giorno seguente il Consiglio ha nominato per acclamazione l’ex premier portoghese, primo europeo a ricoprire la carica di Segretario Generale dai tempi dell’austriaco Kurt Waldheim (1972-1981). Il tempo trascorso non è un caso: negli anni si è consolidata una rotazione per continenti della nazionalità del Segretario Generale.

Sono bastate quindi sei votazioni informali da parte dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza, che come stabilito dalla Carta Onu ha il compito di raccomandare un nome all’Assemblea Generale per la nomina ufficiale. Nell’ultima votazione Guterres ha ricevuto 13 voti a favore e due astensioni, al termine di un processo di selezione più trasparente rispetto al passato. Per la prima volta gli stati membri hanno potuto proporre i propri candidati e porre loro delle domande durante dibattiti pubblici.

Nessuno dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ha dunque utilizzato il proprio diritto di veto per prolungare i tempi ed imporre un proprio candidato. Si temeva in particolare che la Russia potesse sfruttare questo potere per portare avanti un rappresentante dell’Est Europa come aveva fatto intendere Mosca nei mesi scorsi: erano ben otto i candidati provenienti da un paese dell’europa orientale.

Il clima disteso delle votazioni e i tempi rapidi in cui è stato trovato l’accordo sono in controtendenza rispetto a uno scenario geopolitico instabile e minacciato da forti contrasti, in particolare tra Russia e Stati Uniti. Nell’ultimo periodo i rapporti tra Mosca e Washington si sono inaspriti come non succedeva da tempo: la tregua stabilita in Siria lo scorso 18 settembre si è rivelata un fallimento, mentre rimane altissima la tensione sul fronte ucraino, linea immaginaria dello scontro globale tra la Russia e la Nato.

“Abbiamo un candidato la cui esperienza, visione e capacità d’adattamento su moltissimi temi hanno finito per convincere. E’ notevole che non ci siano stati né contenziosi né controversie”, ha commentato la rappresentante statunitense Samantha Power.

Come previsto la nomina di Guterres è stata formalizzata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 ottobre, quando i 137 membri hanno adottato per acclamazione la risoluzione che conferisce l’incarico all’ex premier portoghese.

Il “martello pneumatico parlante”

Nato a Lisbona il 30 aprile 1949 e di professione ingegnere, Guterres inizia la sua carriera politica nei movimenti cattolici prima di avvicinarsi al partito socialista. Partecipa attivamente alla rivoluzione dei Garofani che nel 1974 mette fine alla dittatura salazarista e due anni dopo è eletto come deputato con i socialisti.

Inizia così la sua brillante carriera parlamentare, durante la quale si guadagna la fama di abile oratore e il soprannome di “martello pneumatico parlante”. Nel 1992 diviene Segretario Generale del Partito Socialista e vicepresidente dell’Internazionale Socialista, organizzazione che presiederà dal 1999 al 2005.

Sotto la sua guida il Ps vince le elezione del 1995 e Guterres riceve l’incarico di formare il governo; viene rieletto quattro anni dopo per un secondo mandato, durante il quale occupa anche la Presidenza del Consiglio Europeo da gennaio a luglio 2000. Europeista convinto, guida il paese all’ingresso nell’euro, ma a causa della congiuntura economica negativa e del disastroso risultato del suo partito alle elezioni locali è costretto a dimettersi da capo del governo nell’aprile del 2002.

L’uomo giusto al momento giusto

Terminato l’incarico da primo ministro portoghese, nel 2005 Guterres viene nominato Alto commissario Onu per i rifugiati. Durante il suo mandato ha dovuto affrontare la peggiore crisi migratoria dalla seconda guerra mondiale, con quattro milioni di cittadini siriani costretti a fuggire dal conflitto in atto. Ha ridotto di un terzo il personale della sua agenzia a Ginevra per mandare più uomini sul campo e si è più volte espresso in favore di maggiori aiuti a Grecia e Italia, i due paesi più coinvolti dalla prima accoglienza.

Non è un caso che in un momento storico caratterizzato da cruente violazioni dei diritti umani sia stato scelto un uomo che per dieci anni è stato a capo della più grande istituzione umanitaria del pianeta, considerato un portavoce degli oppressi e molto apprezzato dalle organizzazioni internazionali.

Guterres avrà nell’immediato il compito di gestire il sistema dei veti all’interno di un Consiglio di Sicurezza più che mai ostile e di fronteggiare i conflitti in Siria e Yemen. Ma il vero obiettivo del portoghese sarà quello di restituire credibilità sul campo al sistema delle Nazioni Unite e legittimarne nuovamente il ruolo istituzionale, in uno dei momenti di maggiore crisi dell’organizzazione dai tempi della guerra in Iraq. Come ha affermato Richard Gowan, esperto presso il Consiglio Europeo per le relazioni internazionali, Guterres “è una scelta eccellente che potrebbe dare all’Onu quel genere di calcio nel sedere di cui ha bisogno”.

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