Apple Watch per predire il Covid: uno studio condotto in America

È passato ormai più di un anno da quando il Coronavirus ha sconvolto il mondo intero, cambiando il nostro stile di vita radicalmente. Ad oggi la ricerca ha fatto passi da gigante, con i vaccini e tutti i dispositivi di prevenzione e monitoraggio del contagio (tamponi ed esami sierologici ad esempio). Recentemente una rivista scientifica internazionale ha pubblicato una ricerca che permetterebbe di tracciare e riconoscere l’insorgere del virus, con largo anticipo. Lo studio è interessante perché mette in relazione conoscenze mediche con uno strumento utilizzato da moltissime persone in tutto il mondo: si tratta dell’Apple Watch. Di cosa tratta la ricerca nello specifico?

Apple Watch per predire il Covid: la studio condotto

Si tratta della rivista “Journal of Medical Internet Research“, una fonte autorevole nel campo medico-scientifico. Al suo interno viene pubblicato il seguente paper, frutto di mesi di ricerche da parte degli studiosi del Mount Sinai Health System, un equipe appartenente a un gruppo di ospedali americani.

Il team ha condotto la ricerca su un discreto numero (297) di addetti al servizio sanitario. Hanno fatto indossar loro un Apple Watch per 5 mesi, da aprile a settembre (lo studio non è una sponsorizzazione del famoso marchio). Ogni giorno i soggetti erano tenuti a compilare delle domande, una sorta di sondaggio, che monitoravano il loro stato di salute. Durante il periodo di osservazione, alcuni (13 per l’esattezza) hanno manifestato sintomi e si sono ammalati. Ciò che è stato fatto successivamente è stato raccogliere anche i dati dei pazienti negativi e comparare i risultati.




Sono emersi dati molto significativi, in particolare per quanto riguarda il battito cardiaco, dato che gli Apple Watch lo monitorano con precisione. I soggetti positivi mostravano una diminuzione del battito significativa. Che il Covid potesse portare ad una diminuzione del battito già si sapeva, ma ciò che è interessante è, come afferma Rob Hirten:

Le persone sono infette prima ancora che lo sappiano

L’utilizzo dello Smart Watch, infatti, permette di intervenire con molta più rapidità. Si è osservato come i cambiamenti del battito cardiaco si manifestino anche con 7 giorni di anticipo rispetto ad un tampone, il quale ha più probabilità di efficacia solo dopo alcuni giorni dall’esposizione al virus. L’utilizzo dello Smart Watch si sta diffondendo sempre più quotidiano, ciò potrebbe essere di grande aiuto per la cura personale e per cercare di intervenire con prontezza laddove si manifestano i primissimi sintomi.

 

 

Jacopo Senni

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