Ora in Florida si possono portare le armi a scuola

Il programma Guardian, modificato lo scorso maggio, ha già visto l'adesione di 39 contee

armi a scuola
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Nel mese di maggio di quest’anno, lo stato della Florida ha approvato una legge molto controversa, che consentirà ad alcuni insegnanti di portare armi di fuoco in classe. La legge è entrata in vigore a tutti gli effetti dall’inizio di ottobre.

La nuova normativa dello stato della Florida ha apportato alcune modifiche al programma “Guardian”, studiato in risposta alle sparatorie del 2018, in particolare a quella che ha causato la morte di 17 persone presso la Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida.

Il programma Guardian





Al momento, hanno preso parte al programma ben 39 contee, secondo i dati riferiti al New York Times da parte del dipartimento della pubblica istruzione dello stato. Il dibattito si è fortemente inasprito in questi mesi, poiché non tutti i distretti scolastici ritengono che più armi a scuola siano una soluzione al problema delle sparatorie. Secondo il Miami Harald, una delle problematiche principali riguarda l’inesistenza di un sistema che tenga traccia di quanti insegnanti stiano portando armi a scuola. La discussione ha diviso la Florida State House già all’inizio dell’anno. I democratici avevano richiesto ai repubblicani (da sempre al governo praticamente nello stato) di considerare i rischi connessi alla nuova legislazione, in particolare per gli studenti di colore e i cosiddetti “latinos”, provenienti dal centro e dal sud America.  Il New York Times, lo scorso maggio, aveva già evidenziato i rischi per queste etnie, da sempre più esposte alla violenza e alle minacce etniche e per le quali la presenza di più armi a scuola comporterebbe maggiori pericoli.

Le modifiche e l’apertura agli insegnanti





Nel 2018, la Florida State House aveva introdotto il programma per permettere che alcuni dipendenti portassero delle armi nei campus scolastici per difesa in caso di eventuali sparatorie. Coloro che però lavoravano come insegnanti erano esclusi da questa possibilità, ma la legge è stata modificata all’inizio dell’anno. La Commissione per la sicurezza pubblica di Marjory Stoneman Douglas ha stilato un rapporto in cui ha sottolineato che la presenza di veri e propri “guardiani” nelle scuola sia il modo migliore per proteggere gli studenti. I guardiani sono “persone altamente qualificate, pronte a rispondere immediatamente in caso di sparatorie a scuola”, per prevenire e/o neutralizzare gli eventuali aggressori. Si tratta dunque di dipendenti scolastici che si offrono volontari, aggiungendo questa mansione ai loro ordinari compiti, oppure possono essere soggetti parte del programma di “tutoring” scolastico. Chi si candida per il programma Guardian deve superare test antidroga e particolari esami psicologici, oltre a completare con un successo un addestramento di 144 ore.

Siamo già a 1084 guardiani





Nel maggio 2019, la legge ha ampliato il programma dell’anno precedente, inserendo nuovi soggetti tra le categorie che possono candidarsi a guardiani.  Lo stato coprirà inoltre i costi degli addestramenti e della formazione di ciascun tutore, che percepirà uno stipendio di 500$ una tantum. Ci sono poi scuole che desiderano avere guardiani, ma il cui distretto non partecipa al programma Guardian. Per questi istituti sono previsti addestramenti tramite altri distretti. A settembre 2019. risultavano “assunti” 1084 guardiani, ma di questi, come appunto riferito dal Miami Herald, non si sa quanti siano insegnanti a diretto contatto con gli studenti. 

Quasi 300 morti nel 2019

Un intervento molto aspro del conduttore Trevor Noah all’interno del suo Daily Show, dopo la sparatoria del 3 agosto 2019

Al di là delle armi a scuola in Florida, la questione relativa alla prevenzione dei cosiddetti “mass shootings” è molto dibattuta nel mondo statunitense. Solo nel periodo tra gennaio e agosto del 2019, ci sono state 249 sparatorie di massa negli USA, con 246 morti e 979 feriti. Statisticamente, dunque, più di una persona al giorno è morta all’interno di una sparatoria. Alcuni democratici definiscono il fenomeno come vero e proprio “terrorismo interno”, con numeri che hanno ampiamente superato le cifre delle vittime del terrorismo islamico. Spesso si macchiano di questi crimini suprematisti bianchi, come nel caso della sparatoria di El Paso, in Texas, avvenuta il 3 agosto. Qui un killer 21 enne ha ucciso 22 persone all’interno di un supermercato, ferendone altre 24.  Dai dati ufficiali, negli USA circolano circa 350 milioni di armi per 327 milioni di abitanti: più di un’arma a persona.

Un diritto previsto dalla Costituzione

Il secondo emendamento della Costituzione, garantisce il diritto di possedere armi, anche se ogni stato può introdurre delle limitazioni. Molti stati concedono poi di circolare con un’arma nascosta (il cosiddetto “concealed carry”). Nel 2016 il presidente Obama aveva emanato un decreto presidenziale per l’assunzione di 200 nuovi agenti ATF, vale a dire l’Agenzia Federale preposta al controllo delle armi. Il  decreto stanziava 500 milioni di dollari per i controlli sulla salute mentale degli acquirenti. Introduceva anche verifiche obbligatorie preventive su precedenti penali e condizione psico-fisica di chi intendesse acquistare armi e dei venditori. Estendeva poi le verifiche anche agli acquisti online e ai commercianti sul web. Anche questa manovra, però, non portò a grandi cambiamenti. L’anno successivo, il 2017, con 14.542 morti, fu infatti l’anno peggiore per il numero complessivo di vittime di armi da fuoco negli USA.

Elisa Ghidini

 

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