L’Asgi diffida il sussidiario che equipara i profughi ai clandestini

Il sussidiario "Diventa protagonista" continua a essere al centro della polemica, non più solo social

Fonte: repubblica.it
0

Il sussidiario di quinta elementare “Diventa protagonista” edito da Il capitello continua a far discutere.

Settimana scorsa è finito nel mirino un capitolo che tratta il tema dell’immigrazione, in termini non proprio felici.  L’Asgi, associazione studi giuridici sull’immigrazione, ha inviato una lettera di diffida alla casa editrice torinese. La richiesta è di “sospendere immediatamente la diffusione della pubblicazione”  e di “provvedere al ritiro e alla correzione”  del capitolo non ritenuto idoneo.




Il capitolo sotto accusa afferma che “Molti (stranieri) vengono accolti in centri di assistenza per i profughi e sono clandestini cioè la loro permanenza in Italia non è autorizzata dalla legge“. Nella lettera di diffida l’Asgi non intende “muovere censure alla peraltro discutibilissima impostazione educativa da Voi prescelta (che omette qualsiasi espressione di carattere solidaristico), né sulla evidente erroneità di mettere in connessione “l’aumento di stranieri” con i “profughi“, laddove è invece noto che titolari di protezione e richiedenti asilo costituiscono una percentuale minima della popolazione straniera presente in Italia“.

L’Asgi: nei centri di accoglienza non ci sono i clandestini

L’intenzione dell’Asgi è invece un’altra.

Intendiamo invece SegnalarVi che l’affermazione sopra riportata è gravemente errata sotto il profilo giuridico e il suo utilizzo può dar luogo alle sanzioni previste per atti e comportamenti discriminatori.

E infatti nei “centri di assistenza per i profughi” non vengono affatto accolti “clandestini, cioè persone la cui permanenza in Italia non è autorizzata dalla legge”, ma soggetti autorizzati a restare in Italia al fine di veder esaminata la propria richiesta di protezione. Ad essi viene rilasciato un regolare permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 6 direttiva UE 2013/33 e, decorsi 60 giorni dalla domanda di protezione, essi possono anche inserirsi a pieno titolo nel mercato del lavoro“.

La lettera continua affermando che “L’equiparazione tra il richiedente protezione (o addirittura il “profugo”) e il “clandestino-che-se-ne-deve-andare” costituisce gravissima violazione dei diritti sanciti dalla Convenzione di Ginevra e dalla direttiva dell’Unione 2013/33, nonché comportamento molesto e discriminatorio ai sensi dell’art. 2 Dlgs 215/03“.

L’avvocato Livio Neri, rappresentante a Milano dell’associazione insieme a Alberto Guariso, raggiunto da Ultima Voce ha ancora precisato che

Chi allo sbarco fa domanda di asilo (con o senza permesso di soggiorno ) non è “clandestino”, ma da subito regolarmente soggiornante, tanto che nei suoi confronti non si può procedere per il reato di ingresso irregolare (quello previsto dall’art.10 bis del testo unico per l’immigrazione ). 

Proprio per questo motivo “Il tribunale di Milano ha già emesso un’importante ordinanza di condanna per discriminazione nei confronti della Lega Nord, per aver definito quest’ultima i richiedenti asilo “clandestini”. Se la casa editrice non provvederà alla richiesta rettifica, procederemo con analogo giudizio nei loro confronti”.

Camilla Gaggero

 

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi