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Asia Argento. Quando la vittima di violenza diventa l’imputato

"Era troppo forte per me"

Fonte immagine: corriere.it
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Troppo spesso nei casi di violenza a finire sotto processo è la vittima e non importa se il tuo nome è famoso o meno.  L’ultimo caso è di questi giorni. Dopo le dichiarazioni fatte Asia Argento è finita sotto il fuoco incrociato del popolo social.

L’attrice romana ha raccontato al New Yorker di aver subito violenze da parte del potente produttore hollywoodiano Harvey Weinstein. Si stanno moltiplicando in queste ore le denunce, a carico dell’uomo, di attrici più o meno note che affermano di essere state vittime delle sue avances indesiderate.

È stato un incubo, non ho detto nulla finora perché avevo paura che volesse distruggere la mia carriera

ha dichiarato Asia Argento.

I fatti risalgono al 1997 quando l’attrice, allora ventunenne, stava lavorando a un ruolo nella commedia B. Monkey. Una donna da salvare.

Mi sono sentita responsabile. Se fossi stata una donna forte gli avrei dato un calcio nelle palle e sarei scappata. Ma non l’ho fatto. È stato un trauma orribile

ha aggiunto Asia Argento.

Sui social si è scatenato un putiferio. “Asia Argento avrebbe dovuto dire NO a Weinstein” ha sentenziato Vladimir Luxuria. Immediata è stata la replica dell’attrice, ne è scaturito un pesante botta e risposta.

Sono moltissimi i commenti seguiti alla vicenda. All’attrice, figlia di Dario Argento, sono stati rivolti insulti e appellativi pesantissimi. Insulti firmati con nome e cognome, nomi che non sono solo maschili. Molte donne hanno commentato la vicenda con frasi, se possibile, ancora più pesanti e aggressive.

Scandali hollywoodiani a luci rosse

Il primo scandalo sessuale nella storia di Hollywood risale al 1921. In quell’anno l’attrice Virginia Rappe morì per la rottura della vescica riportata in seguito ad una violenza sessuale.

Da Beverly Aadland a Charlize Theron passando per Joan Collins, Shirley Temple, Marilyn Monroe e Judy Garland sono molte le attrici che nel corso degli anni hanno denunciato violenze o tentate violenze. Come molti sono gli attori, i registi e i produttori finiti sotto accusa.

Ho visto Hollywood con i loro occhi: un bordello sovraffollato

disse Marilyn Monroe.




Violentate due volte

Troppo spesso per l’opinione pubblica le donne sono responsabili della violenza subita. Una violenza fisica che si trasforma in violenza morale. Stuprate due volte dai commenti, dalle ipotesi e dalle insinuazioni.

Com’eri vestita?” è una delle prime domande rivolte ad una donna che denuncia una violenza. E da vittima sei già imputata.

Per sensibilizzare le coscienze su questo tema è stata allestita una mostra dagli studenti dell’Università del Kansas. Sono stati esposti gli abiti che le donne indossavano al momento dello stupro, anche magliette e jeans.

Ma i pregiudizi e l’ignoranza sono duri a morire. È tristemente nota la storia di Anna Maria Scarfò.

La giovane donna, originaria di un paesino della provincia di Reggio Calabria, fu stuprata dal branco all’età di 13 anni. I suoi aguzzini sono stati processati e condannati, ma la vita di Anna Maria è diventata un inferno. Picchiata e minacciata, vive sotto protezione da otto anni.

Sono stata violentata due volte, la prima volta dal branco e la seconda dal paese che mi ha isolata e minacciata

ha detto la donna. Già, perché per il suo paese continua ad essere “una puttana“.







I numeri della violenza

Secondo i dati del Viminale soltanto nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2017 gli stupri denunciati sono stati 2333, a differenza dei 2345 dello stesso periodo dello scorso anno. Senza contare i dati sommersi che pare siano in forte aumento secondo quanto denunciato dagli esperti.

In Italia avvengono quasi 11 stupri al giorno. Secondo i dati Istat, un milione e 157mila donne nel corso della propria vita avrebbe subito una violenza sessuale, tra stupri o tentati stupri. Dati allarmanti che non rispecchiano la realtà, a questo proposito il sociologo Marzio Barbagli ha spiegato che:

Le violenze sessuali denunciate sono solo una piccola parte di quelle davvero compiute. Molte violenze avvengono in famiglia […] e questo è un fenomeno che resta in gran parte sommerso“.

Nel 2017 una donna che subisce violenza, ancora e troppo spesso, diventa una prostituta che sicuramente “se l’è andata a cercare“. D’altra parte, si sa, si è sempre esperti quando la vita è degli altri.

Chiara Alla

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