Atleti stranieri: L’Italia è prima come paradiso fiscale

Sconti fiscali per gli atleti stranieri. Italia in pole position.

Se provate ad immaginare quanto possano guadagnare gli atleti più famosi nel nostro panorama sportivo dovrete fare qualche conto, anche alla luce delle agevolazioni fiscali previste nel D.L. 34/2019 (Decreto crescita). Infatti, l‘art. 5 di questo decreto introduce un regime fiscale di favore per gli atleti stranieri e quelli impatriati in Italia. Le esenzioni IRPEF sono pari al 50% per gli sportivi professionisti, per salire al 70% per gli atleti dilettanti fino ad un massimo del 90% nell’ipotesi in cui i lavoratori si trasferiscano nel Mezzogiorno. La pressione fiscale può alleggerirsi per un altro quinquennio se i lavoratori hanno in carico un figlio minorenne o nel caso in cui diventino proprietari di un immobile.

Del  maxisconto fiscale varato dal governo, può quindi beneficiare anche chi non ha ottenuto un titolo di laurea. In sostanza, il Decreto crescita ha cambiato lo spirito del D.L. 147/2015 del precedente Governo. Il provvedimento del 2015 era infatti rivolto a riconquistare i “cervelli in fuga”, i docenti ed i ricercatori lontani dall’Italia.

I top club del calcio italiano sognano in grande grazie al maxisconto

Atteso che l’azienda calcio ha dovuto fare i conti con lo stop causa coronavirus, due osservazioni sorgono spontanee. La prima è che, se i contratti milionari del calibro di Messi (giusto per citarne uno) erano solo un sogno, adesso per i club italiani potrebbero diventare la normalità. Il palcoscenico calcistico potrebbe diventare ancora più attrattivo. La Figc ha però posto un limite alle squadre di serie A, le quali potranno tesserare al massimo due giocatori residenti fuori dall’UE.

La seconda osservazione è che grazie alla mano del Governo con il Decreto crescita, il mondo dello sport e in particolare le quattro federazioni professionistiche Figc, Fip, Fci, Fig risaliranno nei guadagni più in fretta rispetto al resto del Paese. Gli atleti delle categorie affiliate al Coni, come detto, verranno tassati del 50% e in cambio dovranno versare una quota dello 0,5% della base imponibile denominata “contributo dello sport”.



Decreto agosto: previsto anche l’incentivo per gli sponsor pubblicitari

L’ultimo incentivo fiscale risale al Decreto agosto emanato dal governo di Giuseppe Conte per far ripartire il Paese. Questa volta il bonus è pari al 50% e riguarda le società sportive che investono sugli sponsor pubblicitari. I soggetti sponsorizzati devono produrre ricavi in Italia per almeno 200.000 euro e fino ad un massimo di 15 milioni l’anno. Cifre da capogiro se pensiamo che tutta l’azienda sportiva sopravvive essenzialmente grazie a super ingaggi ed ai diritti pubblicitari di questo tipo.

Valerio Caccavale

 

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