Usa, Francia e Gran Bretagna attaccano la Siria

Fonte: tio.ch
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La decisione di un attacco americano in Siria, si è fatta in questi giorni di tensione sempre più concreta, fino a questa notte: alle ore 21 di Washington infatti (in Italia le 3), il presidente americano Trump ha dato il via, insieme a Francia e Gran Bretagna, ad una serie di bombardamenti mirati ai siti collegati al programma di armi chimiche. Effettivamente sono stati colpiti un centro di ricerca, un sito di stoccaggio per armi chimiche ed un posto di comando, provocando per ora, tre feriti.

attacco in Siria
Fonte: corriere.it

Trump ha esordito in diretta televisiva dicendo “Il nostro obiettivo è distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano”. A questo proposito, già l’anno scorso l’America si era fatta sentire, lanciando 59 missili dopo la strage di Khan Sheikhoun, che causò la morte di più di 80 persone. Poco dopo, l’appunto anche su Twitter, dove il capo della Casa Bianca non ha nascosto il suo compiacimento: “Un attacco perfettamente eseguito. Grazie a Francia e Regno Unito per la loro saggezza e la potenza dei loro raffinati eserciti. Non avremmo potuto avere un risultato migliore. Missione compiuta!.




La collega inglese, Theresa May, si è detta obbligata all’attacco, visto come unica strada per ridurre l’arsenale chimico del regime siriano. Lo scopo dell’offensiva di stanotte però, non è condiviso da Jeremy Corbyn, il leader laburista inglese, convinto che ciò rischi di aggravare un conflitto già devastante: da parte sua la Gran Bretagna avrebbe dovuto invece premere affinchè Russia e Usa investigassero maggiormente sul presunto attacco chimico di Douma, considerata la causa scatenante.

Putin si è detto totalmente contrario a questo atto di aggressione, contro quello che è d’altronde, uno Stato sovrano. La paura è che questo atto non rimanga senza conseguenze, ma che contribuirà al contrario a portare distruzione e devastazione in Medio Oriente, più di quanto già ce ne siano.

Usa, Francia e Gran Bretagna, hanno preso da soli questa decisione, ma la speranza è che prevalga il buon senso.

Roberta Rosaci

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