Attentato terroristico dell’ 11 Settembre…per non dimenticare.

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Negli ultimi anni purtroppo non passa giorno in cui i giornali e le televisioni ci informano di qualche attentato terroristico e di soldati o persone innocenti giustiziate in nome di “pazzi” ideali.

Oggi, 11 settembre 2015, non possiamo che non ricordare l’11 settembre del 2001 quando quasi 3.000 persone persero la vita (tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti) e circa il triplo non rivide più le persone care, che quel giorno erano uscite per andare a lavorare alle Twins Towers.
Nessuno, tra le persone che hanno assistito a questa tragedia, poteva prevedere o anche solo pensare che potesse succedere una cosa del genere. Ma da quel giorno le domande su come i terroristi si siano mossi liberamente negli Stati Uniti riuscendo addirittura a pilotare degli aerei di linea senza essere intercettati dalla CIA sono parecchie.
Forse “ai piani alti” sapevano e hanno scelto di non intervenire per fomentare nel popolo una rabbia che giustificasse una guerra successiva, intrapresa poi per altri scopi, oltre a quello di combattere il terrorismo.

Il quel periodo infatti furono molti a credere alla teoria del complotto che sosteneva che agli Stati Uniti servisse un pretesto per fare la guerra all’Afghanistan e che per questo, abbia nascosto, dai tempi di Bush padre, le relazioni pericolose della famiglia Bush con i sauditi di Bin Laden.

In effetti se si analizzano i video pubblicati in rete in quei giorni e le varie testimonianze dei sopravvissuti all’attacco, sono molte le incongruenze che emergono. Il cielo nelle varie riprese ha colori sempre diversi e sono presenti numerosi tagli di montaggio con delle dissolvenze a nero (come dei black out del segnale video) proprio dopo l’impatto del secondo aereo.
Molti hanno sostenuto che non erano nemmeno sicuri di aver visto un aereo schiantarsi e che poteva trattarsi benissimo di un missile.
Anche lo smantellamento fulmineo dei detriti ha qualcosa di sospetto; forse non si voleva far indagare troppo sulla dinamica del crollo.

Nel 2004, a sostenere questa teoria, esce nelle sale cinematografiche Farenheit 9/11. Il documentario suscita grande scalpore ma fa vincere al regista Michael Moore la Palma d’oro al Festival di Cannes.
Il film racconta le relazioni tra la famiglia Bush e quella degli sceicchi sauditi di Bin Laden senza traslasciare i dettagli sugli interessi economici legati all’invasione dell’Afghanistan.
Moore affronta il tema della comunicazione manipolata e sostiene che “ La televisione e i mass media ci hanno propinato una teoria confezionata, al servizio dell’amministrazione Bush per fare propaganda”.

Anche in Italia qualcuno si è interrogato sulla faccenda dell’11 settembre. Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Francesco Trento e Thomas Torelli hanno condotto un’inchiesta, realizzando un libro poi diventato film, proiettato alla Festa del Cinema di Roma. “Zero” si concentra sulla manipolazione delle immagini dell’attacco terroristico trasmesse quel giorno in tutto il mondo.

 

Quando succedono vicende sconvolgenti di questo tipo chiudersi nel dolore non è la soluzione. Anche se con fatica dobbiamo unirci nel cercare la verità e capire le dinamiche sottese per vivere in modo più consapevole. Accontentarci solo di ciò che ci raccontano può essere pericoloso. Farci delle domande forse non ci salverà ma di certo ci darà un’altra prospettiva delle cose.

 

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