Attivista di CasaPound aggredito a Livorno

Dopo il pestaggio al segretario provinciale di Forza Nuova, Massimiliano Ursini, avvenuto a Palermo il 20 febbraio, ieri (otto giorni più tardi) un attivista di CasaPound è stato aggredito a Livorno. 

Attivista di CasaPound sotto attacco

A dare la notizia è stata CasaPound stessa che ha fatto sapere:

La notte scorsa un militante di CasaPound è stato aggredito a Livorno. È stato assalito da quattro persone che, cappucci alzati e bastoni alla mano, prima lo hanno pestato e poi hanno sfondato i finestrini della sua auto, all’interno della quale era presente la compagna incinta, per fortuna rimasta illesa anche se sotto choc”.

La vittima di quest’aggressione è un uomo di 37 anni, un parà del 185esimo reggimento acquisizione obiettivi Folgore (che adesso fa capo al Comfose, Comando delle Forze Speciali dell’Esercito). L’attivista di CasaPound era intento a riattaccare un manifesto, staccato da qualcuno, si trovava tra via Garibaldi e via Galilei, una zona ‘rossa’ della città di Livorno. A dare l’allerta è stato un amico dell’uomo che ha provveduto a condurlo in ospedale, dove è stato medicato. L’attivista di Casapound si è ritrovato con il naso fratturato e diverse ecchimosi; il movimento di estrema destra sosteneva che potesse perdere un occhio. L’ospedale l’ha dimesso con una prognosi di 30 giorni. 




Le indagini

Al momento i carabinieri stanno svolgendo le indagini per trovare i responsabili dell’aggressione. Sono stati visionati i filmati delle telecamere di siurezza presenti in quella zona, ma l’unico dato finora appurato è che non ci sono state sprangate contro i finestrini dell’automobile (come invece affermato da CasaPound). Le forze dell’ordine hanno precisato: “Hanno delle rigature, ma non sono stati sfondati”.

Il segretario nazionale del movimento, Simone Di Stefano, dice che è in corso una “caccia all’uomo” e su Facebook tuona:

“E’ incredibile quello che sta accadendo in Italia. Mentre le più alte cariche dello Stato vanno manifestando e lanciano allarmi sul sedicente pericolo fascista, gli antifascisti lanciano cacce all’uomo, rivendicano con orgoglio brutali pestaggi, aggrediscono e insultano le forze dell’ordine nella totale impunità. Al nostro militante gravemente ferito, va la più totale solidarietà e vicinanza del movimento”. [Critica poi il ministro Minniti che] “non ha speso una parola sulle minacce di chi ha promesso di mettere a ferro e fuoco Roma per impedirci di parlare al Pantheon”.




Livorno antifascista?

La città di Livorno sembra mostrare una sorta di ‘repellenza’ ai fascisti. Il 13 febbraio i centri sociali avevano contestato in maniera pesante Giorgia Meloni, ora sono ben 21 le persone denunciate per aver insultato e sputato la leader di Fratelli d’Italia. La candidata ha detto in proposito:

Minniti garantisca la legalità. Chiedo al ministro dell’Interno di fare il suo lavoro, garantire la legalità democratica in campagna elettorale e di perseguire senza tentennamenti i reati commessi da chiunque, anche dai “compagni che sbagliano“.

Mentre dal PD è arrivata la condanna dell’aggressione all’attivista di CasaPound a Livorno, difatti il candidato Pd al collegio uninominale di Livorno, Andrea Romano è corso all’ospedale per sincerarsi delle condizioni del ferito, raccontando poi:

“Sono andato al Pronto Soccorso per accertarmi personalmente delle condizioni del militante di CasaPound aggredito stanotte. Il ragazzo è stato medicato e dimesso, i carabinieri di Livorno sono al lavoro per verificare le esatte circostanze dei fatti e individuare i responsabili. Il Partito Democratico condanna con fermezza qualunque atto di violenza nei confronti di qualsivoglia partito o movimento politico, da qualunque parte provenga e contro chiunque sia rivolto, ribadendo il proprio costante impegno a tutela del confronto democratico e per la sicurezza di tutti, e auspica che le indagini in corso giungano rapidamente a chiarire i fatti e a dare un nome ai responsabili”.




Di fronte a queste aggressioni, si rimane senza parole. La violenza è violenza, a prescindere dagli aggressori e dalle vittime e a prescindere dal loro colore politico. Non c’è distinzione tra ‘rosso’ e ‘nero’ di fronte a simili gesti e non c’è giustificazione che tenga per quanto avvenuto a Livorno e a Palermo.

Carmen Morello

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