Audrey Hepburn: la partigiana con gli occhi da cerbiatta

Audrey Hepburn: la silhouette perfetta nel tubino nero Givenchy per impersonare Holly Golightly, il sorriso radioso in Vacanze Romane, la voce melodiosa in My fair Lady

È una delle star di Hollywood più famose di tutti i tempi.
La ricordiamo per il talento nella recitazione, l’eleganza, lo stile inconfondibile. Non tutti sanno, però, che era anche una partigiana. E che, tra le altre, proprio quest’anno è nata a Milano una sezione Anpi a lei titolata.

Ma partiamo dagli inizi.

Nata a Ixelles il 4 Maggio 1929 da famiglia ricca con simpatie fasciste, Audrey si scontra molto presto con la durezza della vita. I genitori divorziano nel 1935, e viene sostanzialmente abbandonata dal padre. Sempre nello stesso periodo, la madre decide per il trasferimento della famiglia in Olanda, ad Arnhem. Si era infatti dovuta ricredere sui propri ideali, avendo percepito il potenziale di violenza e distruzione dei messaggi veicolati da Hitler.

Nel 1940, Arnhem è invasa e occupata dall’esercito dei tedeschi.

La madre di Audrey le cambia il nome in Edda Van Heemstra, perché il suono troppo inglese del suo cognome avrebbe potuto metterla in pericolo. Tutta la famiglia dell’attrice è coinvolta nelle attività di resistenza del paese. I fratellastri della Hepburn vivono uno nella clandestinità, l’altro imprigionato. Nel 1942 lo zio Otto Van Limburg Stirum, partigiano, viene portato nei boschi e fucilato. Stessa sorte tocca ad un cugino della madre. A casa, tengono nascosto per lungo tempo un paracadutista dell’esercito degli alleati, rimasto poi disperso dopo la battaglia di Arnhem.

Ma la giovane Audrey è personalmente in prima linea.

Ha solo 15 anni quando entra in contatto con una cellula della Resistenza che ha base in un ospedale, dove alcuni medici falsificano documenti per salvare ebrei ed oppositori politici. Audrey si occupa di consegnare messaggi, che nasconde nella suola delle scarpe, e diffonde un giornale clandestino. Inoltre, raccoglie fondi per la causa, ballando, in occasione delle zwarte avonden, le serate nere,  che si svolgevano al buio, dietro le finestre oscurate, per non essere scoperti dai nazisti. Tutto questo, ovviamente, mettendo a rischio la propria vita e quella dell’intera famiglia.

Nel giorno del suo sedicesimo compleanno, l’Olanda viene finalmente liberata.

Audrey era sopravvissuta alla carestia del 1944 mangiando pane fatto con una farina ricavata dai bulbi dei tulipani, e dovette abbandonare il sogno di ballare professionalmente a causa delle conseguenze della guerra sulla sua salute, dalla malnutrizione all’anemia.

Ma è finalmente libera di abbracciare altri sogni.

L”incredibile sensazione di conforto nel ritrovarsi liberi, è una cosa difficile da esprimere a parole. La libertà è qualcosa che si sente nell’aria. Per me, è stato il sentire i soldati parlare inglese, invece che tedesco e l’odore di vero tabacco che veniva dalle loro sigarette.

Audrey Hepburn

Diventata una delle più premiate attrici di Hollywood,  non ha mai dimenticato la povertà.

E’ per questo che, una volta abbandonato il grande schermo, si è dedicata interamente alle attività di volontariato, diventando ambasciatrice Unicef. Durante gli ultimi anni della sua vita, va in missione in Sudan, Somalia, Bangladesh, Vietnam. Nel 1992, un anno prima della morte, riceve la medaglia presidenziale della libertà.

audrey hepburn

Nel 1993, il figlio Sean fonda la Audrey Hepburn Children’s Found, associazione che è attiva nella scolarizzazione dei bambini nei paesi poveri.
Nel 2011, i figli promuovono il club dei donatori Unicef Amici di Audrey, che ha come obiettivo quello di combattere la malnutrizione in Ciad. Anche se sono recentemente insorti dei problemi tra i due fratellastri proprio in merito ad un’eventuale vendita di cimeli dell’attrice per foraggiare iniziative caritatevoli.

Audrey era una donna il cui splendore traspariva dall’interno, avvolgendo la sua figura anche fuori.

Rimangono famosissimi i suoi consigli di bellezza, che restituiscono in parte l’idea della profondità d’animo dell’attrice, nella sua essenziale quanto profonda semplicità.




Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili.
Per avere uno sguardo amorevole, cerca il lato buono delle persone.
Per avere un aspetto magro, condividi il tuo cibo con l’affamato.
Per avere capelli bellissimi, lascia che un bimbo li attraversi con le proprie dita una volta al giorno.
Per avere un bel portamento, cammina sapendo di non essere mai sola, perché coloro che ti amano e ti hanno amato, ti accompagnano.
[…]
La bellezza di una donna non è nei vestiti che indossa, nel suo viso o nel suo modo di sistemare i capelli.
La bellezza di una donna si vede nei suoi occhi, perché quella è la porta aperta sul suo cuore, la fonte del suo amore.
La bellezza di una donna non risiede nel suo trucco, ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima.
È la tenerezza che dà l’amore, la passione che essa esprime.
La bellezza di una donna cresce con gli anni.

Audrey Hepburn

Sofia Dora Chilleri

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