Nel 2017 i Comuni incassano 1 mld di euro dalle multe segnando un +18%

Le città dove le multe sono più care sono Firenze e Bologna. Ma persiste il problema della riscossione dei verbali, più grave al Sud che al Nord.

Chiude la classifica Forlì dove si pagano solo 3,6 euro pro capite.

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Si sa che in tempi di crisi ci si inventa qualunque cosa per far fronte alle emergenze quotidiane e cercare di arrivare all’agognata “fine del mese”. Lo sanno bene i cittadini ma lo sanno ancora meglio le amministrazioni comunali che per rimpinguare le proprie casse sono ricorsi a risorse non sempre ben accolte, soprattutto dagli automobilisti.

Nel 2017 le entrate derivate dalle multe degli autovelox ha raggiunto la ragguardevole soglia di 1,67 miliardi di euro, pari a un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Gli incassi hanno riguardato per il 90% “sanzioni e ammende” (come recita in burocratese la classifica del Ministero dell’Economia) e la quota restante è relativa a sanzioni di altro tipo.



La classifica

Nonostante gli incassi delle multe siano una delle poche voci dei bilanci comunali che accomunano Nord e Sud, la loro geografia resta comunque ben diversificata. Infatti, l’80,3% degli incassi arriva dalle regioni del centro-nord, mentre solo il restante 20% arriva dalle regioni del sud Italia.

Un’altra disparità si denota nei pagamenti medi per abitante: al Nord si aggirano intorno ai 33,7 euro, mentre nel Mezzogiorno la quota è di 15,9 euro.

Ma vediamo ora di capire in quali province si comminano le multe più salate. A dominare la classifica troviamo Firenze e Bologna quasi a pari merito: in entrambe la somma per abitante rasenta i 130 euro. Al terzo posto c’è Milano che con i suoi 123 euro non si discosta dalla posizione dell’anno scorso. Roma invece  è in quindicesima posizione con 65,6 euro e Napoli la troviamo nella casella 38 con 40,9 euro.

A chiudere la classifica c’è Forlì con “appena” 3,6 euro pro capite, Vibo Valentia con 4,3 euro e Benevento con 4,8 euro.

Come leggere i dati

A guardare la classifica si può dedurre che il costo delle multe sia da imputare tutto al rigore dell’autovelox o allo zelo della polizia municipale. In realtà ci sono anche altri indicatori da considerare. Innanzitutto la somma pro capite è spalmata su tutti i residenti di un comune, neonati compresi; quindi il costo medio delle sanzioni sarebbe inferiore se si imputasse esclusivamente agli automobilisti.

A far quadrare i conti ci pensano i cosiddetti “city users”, ciò la fetta di non residenti (pendolari o turisti) che quotidianamente transitano nelle città; in questi casi non solo il costo pro capite viene alzato ma subisce un’impennata in città molto piccole come Siena che svetta in quinta posizione con 98,5 euro.




Ma il vero punto cruciale è la riscossione dei verbali. Infatti, la comminazione di una multa non è ovviamente sinonimo di riscossione garantita. Fino al 2016 la capacità di certe città di riscuotere i verbali è stata davvero scarsa: Napoli racimolava 20 euro ogni 100 di sanzioni, Roma il 25,5% e Milano il 40,6%.

Un incentivo per il pagamento delle multe è arrivato però dalla rottamazione delle vecchie cartelle; per i comuni affidati a Equitalia la rottamazione si è concentrata proprio sulle multe sancendo però ancora le differenze tra Nord e Sud. Così, se Napoli e Roma lo scorso anno hanno visto un’accelerata dei pagamenti, l’effetto è stato minore a Milano o Bologna.

Infine, resta l’amaro in bocca nel constatare che le ingenti somme raccolte dalle amministrazioni comunali non si traducono quasi mai in investimenti per la sicurezza stradale.

Nicolò Canazza

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