Autonomia del Kashmir: abolita con un nuovo decreto del governo indiano

Il Bjp, Partito del Popolo indiano, aveva fatto questa promessa durante le elezioni

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L’autonomia del Kashmir è stata abolita da un nuovo decreto che è entrato subito in vigore.

Era uno dei cavalli di battaglia usato dal Bjp (Bharatiya Janata Party) durante le elezioni. E, dopo averle vinte, ha deciso di mantenere la promessa. Il governo indiano ha infatti abolito l’autonomia del Kashmir con un nuovo decreto legge entrato immediatamente in vigore. In passato questo “status speciale” era garantito dalla Costituzione indiana. L’annuncio è invece avvenuto ieri ed è stato fatto dal ministro dell’interno in persona, Amit Shah. Una decisione che ha subito scatenato le proteste dell’opposizione. Si tratta sicuramente di una decisione di un certo peso, soprattutto se consideriamo che la regione è sempre sull’orlo di insurrezioni separatiste.

I cambiamenti

Il decreto sostituisce alcuni degli articoli costituzionali sul Jammu e Kashmir. Quello più significativo è l’articolo 370, che ne conferiva uno statuto speciale. A conti fatti, il governo centrale di New Delhi poteva legiferare solo in alcuni ambiti, ovvero difesa, esteri e comunicazioni. Ma ci sono anche altre novità. Il governo del premier Narendra Modi ha anche presentato un disegno di legge per la divisione dello stato. La parte orientale, a maggioranza buddista, sarà separato. Mentre la parte restante, con il sud a maggioranza indù ed il nord a maggioranza musulmana, passeranno da Stato federato allo status di territorio dell’Unione. In sintesi, ciò significa che non avrà più quasi nessuna autonomia.

Gli effetti

Domenica quasi tutti i turisti ed i pellegrini hanno abbandonato il Kashmir. Nel frattempo, il governo indiano ha dispiegato ben 25 mila uomini e ha vietato, nella valle di Srinagar, gli assembramenti di più di 4 persone. La situazione peggiora ulteriormente se pensiamo che sono state anche interrotte le comunicazioni via internet. Nelle strade si vedono solo militari e paramilitari.

Non si è fatto attendere il commento di Mehbooba Mufti, ex amministratore delegato del Jammu e Kashmir. Su Twitter ha infatti dichiarato che “è il giorno più buio della democrazia indiana”. Ha poi aggiunto che la decisione del governo indiano sia incostituzionale, oltre che a rendere l’India una forza di occupazione nel Jammu e nel Kashmir. A quanto pare, da domenica Mufti è agli arresti domiciliari insieme ai principali leader dell’opposizione nella regione.

Francesco Giordano

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