Avin Irfan Zahr, incinta di sei mesi muore di stenti al confine polacco

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Accade nella sovranista e cattolicissima Polonia, migrante Kurda, Avin Irfan Zahr, incinta di 6 mesi, muore di stenti al confine. È stata soccorsa troppo tardi.

La Polonia, si quella Polonia con cui la sinistra italiana solidarizzava per liberarla dalla dittatura russa. La Polonia, un paese che ci ha portato a “tifare” per Solidarność. Oggi troviamo un paese reazionario: contro il divorzio, contro l’aborto e che respinge i migranti. 
La Polonia quella contro il comunismo, quella che si sentiva perseguitata dal suo governo, e che la sua popolazione veniva accolta dai paesi europei, e soprattutto dall’Italia, poiché era rappresentata da un Papa natio, oggi santo, ricordato soprattutto per aver abbattuto il comunismo.

Ecco questa Polonia sovranista, razzista, fa morire di stenti, di freddo e di fame i migranti come Avin Irfan Zahr.

Ingresso vietato nei boschi dove sostano  i profughi ai giornalisti e media, ma libero ai cacciatori per la caccia ai cinghiali, e perché no, magari ci scappa qualche proiettile per un essere umano, si tratterebbe di un profugo in meno.
Avin Irfan Zahr si trovava in uno di questi boschi, dove sostava insieme al marito e i cinque figli migranti, da giorni il suo bimbo non si muoveva più, non sentiva i calci nel suo grembo.
Troppo tardi quando è stata soccorsa, quattro giorni al freddo, al gelo. Quando è stata portata in ospedale è morta di setticemia e il suo bambino era già morto da 20 giorni.
Canterai polacco nella chiese : “Tu scendi dalle stelle o re del cielo che vieni in una grotta al freddo e al gelo”.
Si canterai la venuta di Cristo in terra e farai morire nei tuoi boschi al freddo e a gelo i suoi figli, i tuoi fratelli, le tue sorelle, perché l’umanità non esiste più.
Popolo polacco, ci sono molti decessi nei tuoi boschi, dove il tuo governo schiera la polizia, dove i bambini dai fili spinati, innalzano cartelli con le scritte “Sorry”, l’importante è andare a pregare, fare le manifestazioni con alti crocifissi, quadri della madonna, rosari in mano, perché la vita degli altri popoli non vale nulla.
Solo una piccola speranza, qualcuno di voi s’indigna e  illumina la finestra di verde per accogliere qualche profugo smarrito.

Santina Sconza

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