Ayelet Shaked, ministra israeliana, si spruzza il profumo “Fascismo”

Ayelet Shaked, ministra della Giustizia israeliana.
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Ad una ventina di giorni dalle elezioni per eleggere i 120 membri del Parlamento in Israele, la campagna del partito di estrema destra, Hayamin Hehadash, è riuscita ad attirare l’attenzione mediatica internazionale. La ministra della giustizia, Ayelet Shaked, esponente del partito, è apparsa in un video in cui si spruzza un profumo etichettato “Fascismo”.

Bianco e nero sensuale, movimenti lenti e una voce femminile fuoricampo che sussurra in ebraico espressioni come “riforma giudiziaria” piuttosto che “trattenere la Corte Suprema”. La ministra ultraconservatrice, candidata con il partito di recente formazione Nuova Destra, elenca quelle che sono state le sue proposte durante gli anni di incarico. Ayelet Shaked, durante il mandato, ha cercato di indebolire i tribunali, opponendovi un rafforzamento del potere legislativo. Ora propone una riforma della giustizia che mette i giudici della Corte Suprema sotto il controllo della politica. Si tratterebbe di provvedimenti che la sinistra ha definito fascisti.

Odora di democrazia

Il video si conclude con la ministra che, spruzzandosi il profumo, dichiara, guardando dritto in camera: “Per me odora di democrazia”. Il video avrebbe un intento satirico, ma specialmente all’estero, non ha fatto ridere praticamente nessuno. Ayeket Shaked ha affermato alla radio israeliana che si tratterebbe di uno scherzo in cui prende in giro sé stessa. “Non mi è piaciuta la retorica esagerata del politicamente corretto che si è fatta”, ha detto, aggiungendo che le persone dovrebbero prendersi meno seriamente. Tuttavia, non essendo un video di presentazione ad una performance cabarettistica, ma un documento parte della campagna elettorale, le polemiche sono più che giustificate.




Nonostante il proposito ironico, la comunità internazionale, che non parla ebraico, questi giorni per le reti sociali ha visto un ministro dell’ala più estrema della destra israeliana che vende “fascismo”, ha sottolineato il giornalista Eylon Levy.

La mera popolarità delle polemiche potrebbe però essere effettivamente lo scopo del partito, che ha faticato a raggiungere le testate più importanti durante la campagna elettorale. In quel caso, obiettivo raggiunto.

Annalisa Girardi

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