“Italians do it better” anche e soprattutto nella moda

Non solo grandi nomi, ma anche grandi catene di abbigliamento.

Fonte: http://www.italian-traditions.com
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Da oggi 20 febbraio fino al 27 a Milano si svolgerà la consueta Fashion Week, la settimana della moda milanese con oltre 60 sfilate, presentazioni, mostre ed eventi collaterali. I marchi più prestigiosi presenteranno le loro collezioni con le proproste per la stagione autunno/inverno 2018-2019. Fra di loro vi sono: Armani, Versace, Alberta Ferretti, Dolce&Gabbana, Gucci, Prada ecc, ma chi sono le 10 aziende di moda italiane più importanti e con il maggior fatturato? Ecco a voi la classifica.




Top ten delle aziende di moda italiane

10) Dolce & Gabbana, all’ultimo posto l’azienda fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana nel 1985 a Legnano, fatturato: 1,30 miliardi di euro. Marchio noto a livello internazionale per le sue sfilate scenografiche, le stampe vivaci ed ispirate al Sud Italia e alla Sicilia, in particolare. Tra i testimonial più noti: Monica Bellucci, Scarlett Johansson, Matthew McConaughey, Bianca Balti, David Gandy e da pochi mesi le star di Game of Thrones Emilia Clarke e Kit Harington. Puntano molto sulle nuove generazioni, adottando giovani webstar come modelle e modelli per le proprie sfilate e campagne pubblicitarie, con l’hashtag #DGMillenials. Nel 2016 le vendite hanno subito un aumento del 9%, giungendo a 1,3 miliardi di euro, con un utile netto di 80 milioni di euro. Il motivo risiede nella crescita delle vendite in Italia, che da sola costituisce il 24% del totale, seguita da Europa col 27%, e Americhe col 13%.

9) OVS, acronimo di Organizzazione Vendite Speciali, azienda nata nel 1972 a Padova dai grandi magazzini COIN, da cui si è separata nel 2015, quotandosi in borsa. Si occupa della vendita di abbigliamento economico per uomo, donna e bambino, ha all’attivo più di 1200 punti vendita sparsi in 34 paesi del mondo. Nel 2016 ha avuto un fatturato pari a 1,36 miliardi di euro e le sue vendite sono incrementate del 3,3%. Ciò è dovuto ad un cambio d’immagine del marchio e dei suoi negozi, il cui allestimento è stato cambiato per somigliare a delle boutique.

8) Gruppo Benetton, azienda fondata nel 1965 da Luciano Benetton a Ponzano Veneto. Benetton è famosa per le magliette dai colori vivaci e dal costo contenuto, ma ancor di più per le sue controverse campagne pubblicitarie. Basti ricordare quella ideata dal fotografo Oliviero Toscani che vede un bacio tra un prete ed una suora. Nel 1994, il fondatore ed il fotografo diedero vita a Fabrica, “centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo che pubblica anche la rivista Colors”. Purtroppo di recente l’azienda ha perso in quanto a guadagni: nel 2016 il fatturato è stato di 1,38 miliardi di euro, a fronte di quello del 2015 di 1,5 miliardi di euro. Nel 1986 era stata quotata in borsa, ma nel 2012 è stata delistata da Piazza degli Affaridi Milano. Nel 2014 il presidente Alessandro Benetton rassegnò le dimissioni e venne sostituito da Francesco Gori. In realtà, dal 2016 il vero dirigente è Tommaso Brusò. Molti dei negozi sono stati chiusi, per lo più in Italia, Germania, Francia e Polonia, ma ne sono stati aperti e rinnovati ben 330.

7) Max Mara Fashion Group, l’azienda è stata fondata da Achille Maramotti nel 1951 a Reggio Emilia e il gruppo controlla anche Max&Co., Marina Rinaldi, Pennyblack,  Marella e Sportmax, marchi venduti in 2300 punti vendita sparsi in 90 paesi del mondo. Nel 2016 il fatturato è stato di 1,43 miliardi di euro, con una crescita del 3,6%. Max Mara è conosciuto soprattutto per il suo capo iconico, il cappotto color cammello chiamato 10181, dal numero di serie del modello originale.




6) Ferragamo, azienda fondata da Salvatore Ferragamo nel 1927 a Firenze. Inizialmente si occupava di calzature femminili come bottega artigiana, negli anni Trenta fallì ma poi si riprese e aprì due negozi a Roma e a Londra e nel secondo dopoguerra a New York. Dagli anni Cinquanta in poi espanse la propria produzione all’abbigliamento e alle borse, fino agli anni Settanta, periodo in cui inaugurò la linea maschile. Quotata in borsa dal 2011, ha all’attivo 600 negozi e 4000 persone impiegate nella produzione e nella vendita. Nel 2016 il suo fatturato è stato di 1,44 miliardi, con una crescita del 0,6%, mentre nel 2017 sarebbe calato del 3,1 rispetto all’anno precedente.

5) Gruppo OTB, acronimo di  Only The Brave, fondata da Renzo Rosso a Bregate nel 2002, comprende Diesel, Marni, Maison Margiela, Viktor & Rolf, Paula Cademartori, Staff International e Brave Kid. Inizialmente Renzo Rosso aveva creato Diesel assieme ad Adriano Goldschmied nel 1978 a Molvena, in provincia di Vicenza. Poi dal 2002 cominciò ad acquisire altri marchi. Nel 2016 il fatturato è stato di 1,6 miliardi di euro, rimanendo stabile rispetto all’anno precedente. Malgrado le perdite di Diesel, la crescita di Marni e Maison Margiela ha contribuito al successo del gruppo.

4)Gruppo Calzedonia, fondato da Sandro Veronesi a Vellese di Oppeano, in provincia di Verona nel 1987. Il gruppo comprende Tezenis, Intimissimi, Falconeri e Atelier Emé, i cui prodotti riguardano maggiormente intimo, calze e costumi, venduti in franchising presso oltre 4000 negozi, di cui ben 2500 all’estero. nel 2016 il fatturato è stato di 2,1 miliardo di euro, con in testa Calzedonia (705 milioni di euro), poi Intimissimi (665 milioni di euro) e Tezenis (566 milioni di euro).




3) Armani si aggiudica il terzo posto e la medaglia di bronzo va l’azienda fondata da “Re Giorgio” a Milano nel 1975. Per fatturato è il secondo gruppo italiano, dopo Prada. Il marchio è stato più volte selezionato per disegnare le divise di Alitalia negli anni Novanta e degli atleti italiani alle Olimpiadi di Rio del 2016 e per quelle attualmente in corso di Peyongchang. Di recente, l’azienda ha riorganizzato le proprie collezioni che riescono a soddisfare diverse fasce di prezzo, a partire da quella più accessibile  A/X Armani Exchange fino a quella di alta moda Armani Privé. Nel 2016 il fatturato è stato di 2,5 miliardi di euro, diminuendo del 5% rispetto all’anno precedente, ma con aumento degli utili arrivati a 271 milioni di euro.

2) Prada è al secondo posto, dopo aver a lungo detenuto il primato. Fondata da Mario e Martino Prada a Milano nel 1913, è fra le aziende di moda italiane più ‘bramate’ dai consumatori, basti pensare al libro e all’omonimo film del 2006 Il diavolo veste Prada. Attualmente l’azienda è quotata in borsa ed ha a capo Miuccia Prada, nipote del fondatore Mario, nonché direttrice creativa, e il marito Patrizio Bertelli, insieme possiedono l’80% delle quote. Specializzata nella pelletteria e negli accessori di lusso, negli ultimi tempi Prada ha visto decrescere le proprie vendite: nel 2016 il suo fatturato è stato di 3,2 miliardi di euro, in calo del 10% rispetto al 2015.

1) Gucci è la prima in classifica. In cima alla top ten delle aziende di moda italiane più grandi c’è il marchio fondato da Guccio Gucci a Firenze nel 1921. Da gennaio 2015, con la nomina a direttore creativo di Alessandro Michele, l’azienda ha visto una crescita esponenziale, nel 2016 il suo fatturato è stato di 4,4 miliardi di euro e nel 2017 ha raggiunto i 6,2 miliardi. L’azienda, pur avendo sede legale a Firenze, appartiene a Kering, gruppo del lusso francese appartenente a François Pinault. Non solo è la prima delle aziende di moda italiane, secondo un’indagine della rivista Business of Fashion è anche il “marchio di moda più di moda” assieme a Balenciaga. Il motivo del successo sta nelle collezioni disegnate da Michele e nel rinnovo dello stile che ciò ha comportato.

Queste dunque sono le case di moda italiane più importanti, se volete sapere quali siano i marchi più rilevanti a livello mondiale leggete qui.

Carmen Morello

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