Azioni GameStop, finanza e piccoli investitori: il gioco deve continuare

GameStop è attualmente il più grande rivenditore al mondo di videogiochi, accessori per videogiochi e apparecchi elettronici. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio c’è stato un grosso movimento finanziario, che ha fatto notizia. Nel volgere di una settimana, il valore delle azioni di Gamestop è salito del 323%, arricchendo così piccoli investitori. Così vuole la narrazione. Ma è davvero così? 

Il prof. Emiliani Ippoliti spiega, lungo un seminario ospitato da Stroncature, come sono andate realmente le cose.

Perché è importante il caso GameStop?

Prima di iniziare, perché è importante il caso GameStop? Per più motivi. Infatti, serve innanzitutto a comprendere il nuovo ruolo della finanza ‘social’ (i cosiddetti meme-stock), che nel caso GameStop è stato eclatante. Secondo poi, serve per comprendere il ruolo dei media tradizionali. Allo stesso tempo, è importante per aprire un grosso e ampio dibattito sul ruolo delle macchine, nello specifico dei ‘bot’ (il cui ruolo si capirà meglio successivamente). E, infine, per capire il nuovo rapporto tra piccoli e grandi investitori.

Riassunto della narrazione tra GameStop, finanza e investitori

Tutto parte da una scommessa che alcuni grandi fondi di investimenti fanno: il titolo di GameStop perderà valore. E dunque iniziano a fare “short-selling”, cioè si “mettono corti”. Ovvero, attuano una operazione finanziaria che consiste nel vendere titoli presi in prestito con l’intento di ottenere un profitto a seguito di un ribasso in borsa. Si capirà meglio con un esempio al paragrafo successivo.

Il 14 gennaio un’azione GameStop viene scambiata a 39,91 dollari, mediante la piattaforma RobinHood, e il prezzo inizia a salire, e il fenomeno inizia a coinvolgere anche persone famose come Elon Musk.

Si tocca il picco di 347,51 dollari il 27 gennaio e il 28 gennaio supera i 460 dollari. RobinHood sospende la possibilità di investire su Gamestop, perché non può più coprire gli acquisti, così come altre piattaforme. Le azioni di Gamestop crollano dunque a 132 dollari. 

Con le proteste degli utenti, ricominciano le vendite con un limite di 50 azioni di GameStop a persona. Il 29 gennaio tocca i 392 dollari e poi riscende il primo febbraio perdendo circa il 45 %. 

La narrazione è stata quella che piccoli dilettanti hanno battuto grandi professionisti. Ma questa è solo una parte della storia. 

Compravendita, limoni e short-squeeze

Immaginiamo di chiamarci Bob, di voler guadagnare, e decidiamo di chiedere ad Alice dei limoni in prestito, con la promessa che le restituiremo tutto entro una data stabilita. Siccome credo che tra un po’ di tempo il valore dei limoni scenderà, allora vendo subito i limoni in prestito al prezzo corrente (facciamo 10 euro). Allora aspetto un po’ di tempo, ed effettivamente avevo ragione: i limoni hanno perso valore (scendendo a 5 euro). A questo punto, posso riacquistarli al nuovo prezzo corrente, avendo così guadagnato di 5 euro a limone. Per rispettare i patti con Alice, restituisco a lei i limoni, avendo raggiunto il mio obiettivo.




Su per giù questo schemino serve per capire in maniera molto basilare come funzionano alcune operazioni borsistiche e, in particolare, ben si adatta al caso delle azioni di GameStop.

Ma, cosa succede se il prezzo sale? Le perdite possono essere ingenti. Uno dei motivi principali è la spirale innescata dello “short-squeeze”. Cosa significa? Siccome i mercati finanziari obbediscono a semplici leggi di mercato: il prezzo sale se la domanda è maggiore dell’offerta, e viceversa; allora se i limoni aumentano di prezzo, bisogna comprare di nuovo i limoni prima che il prezzo salga ancora di più. Questo perché i limoni sono in prestito, e se non voglio perdere ingenti somme, devo attenuare le perdite. Il problema è che ciò ha un effetto indesiderato: acquistare limoni comporta ancora un aumento di prezzo, perché aumenta la domanda, innescando così una spirale. 

GameStop e i grandi fondi di investimento

I grandi fondi di investimento scommettono contro GameStop per più motivi. In primis per l’attuale mondo di shopping online e di digitalizzazione dei contenuti: i videogiochi sono acquistabili o in store online in copia fisica o direttamente in copia digitale. 

Inoltre, il nuovo piano del neo-amministratore Ryan Cohen (entrato in carica l’11 gennaio 2021) non attirava i grandi investitori: l’idea era di chiudere 1000 negozi e trasformare i rimanenti in club/pub dove giocare assieme e consumare, puntando alle vendite con l’e-commerce. 

Inoltre, il reddito netto di GameStop stava diminuendo, tanto che il valore delle azioni era prossimo allo zero.

Wallstreetsbets, Reddit e piccoli investitori

Innanzitutto, bisogna precisare che il WallStreetsBets  (WSB) è un gruppo di utenti anonimi. Pochi di questi si sono palesati. E’ una community che risale al 2012 e che contava 1 milioni di utenti. Prima del caso GameStop ne contava 4,5 milioni, e tra il 28 e il 29 gennaio c’è stato un allargamento di 1,5 milioni di utenti in una sola notte. Oggi ne conta più di 10 milioni. 

Uno dei membri è Keith Gill, uno youtuber, educatore finanziario e gamer famoso, che aveva già investito 54 mila dollari in GameStop nel 2019. Iniziò a postare video di elogio e pubblicità e ottimismo nei confronti di GameStop proprio mentre i fondi di investimento stavano facendo l’opposto, e si mise in “posizione lunga”. 

WSB inizia a far aumentare il valore del titolo, avviando lo short-squeeze, che avrà un picco successivamente a un tweet di Elon Musk in cui si legge “Gamestonks!!”, riferendosi a GameStop (“Stonks” è un termine che sta a significare che un titolo è molto scambiato). In poche ore i titoli di GameStop salgono del 157%. 

Il 19 gennaio, Citron Research, un grande fondo di investimento, fa un tweet provocatorio verso WSB, sostenendo che questi giochi finanziari li sapevano fare meglio di loro.

Ciò invogliava ancora di più gli acquisti: si costituisce sempre di più una battaglia ideologica di principio. Inizia a comparire il meme “hold the line”. WSB minaccia di non vendere, e dunque i grandi fondi si iniziano a preoccupare. 

Senvest, un grande fondo di investimento, vende le azioni dopo un po’ dal tweet di Elon Musk, realizzando un grosso guadagno.

Bots, manipolazioni e forum WSB

I moderatori dei forum di WSB, dove venivano scambiati i messaggi tra i piccoli investitori, per mostrare i propri utili potenziali e incentivare a comprare, si erano accorti della presenza di molti bots. Ben Hunt, fondatore di Wall Street Epsilon Theory, pubblicò l’analisi di circa 30.000 post pubblicati in 24 ore, dalla quale evinceva che il 97% di questi erano stati generati dai bot. 

C’è stata dunque una manipolazione dietro a WSB? Alcuni utenti WSB erano effettivamente esperti di finanza e volevano far solo profitto sul titolo, rimanendo disinteressati della battaglia ideologica.

La fine dei giochi? Chi ha vinto?

La narrazione è che i grandi fondi perdono. In parte è vero. L’esempio eclatante è Melvin Capital che chiude con -53%. Ma ci sono anche tanti sconfitti che fanno parte dei piccoli, che hanno perso tutto. Il timing di entrata e uscita di un mercato è tutto.

Chi ha vinto? Partendo dai quattro maggiori gestori patrimoniali del mondo che possiedono il 39% delle azioni GameStop, che hanno guadagnato 1 miliardo di dollari. Continuando con Senvest Management che ha guadagnato 700 milioni di dollari. Ma ci sono anche alcuni piccoli. Tra questi Keith Gill che ha guadagnato ufficiosamente 48 milioni di dollari.

Il risultato è abbastanza misto: piccoli e grandi che perdono, piccoli e grandi che vincono. La narrazione che era stata data non pare sia quella vera. 

Inoltre, il caso GameStop non è nulla di ciò che di diverso avviene quotidianamente a WallStreet. L’unica differenza è stata nel vedere questa operazione dal vivo e palesata.

Lezioni e dibattiti

Quello che certo emerge da questo evento è che i grandi investitori si interessano dei piccoli, che stanno iniziando a comprendere alcune logiche finanziarie. Monitorano i social, i forum, tentano di cavalcarli o prevenirli. 

Inoltre, sebbene non sappiamo quanto varrebbe GameStop oggi senza che tutto questo fosse accaduto, il fatto è che ormai le azioni si sono stabilizzate intorno ai 200 USD, quando l’anno scorso erano prossime allo zero.

Questo episodio potrebbe creare problemi normativi: 

  1. I movimenti come quelli di WSB e GameStop sono configurabili come manipolazioni dei mercati (pump-and-dump)?
  2. E’ possibile che i colletti bianchi di Wall Street abbiano utilizzato il forum Reddit per gonfiare i loro portafogli?

Ciò apre anche ad alcuni dilemmi o questioni:

  1. Chi è a decidere se una impresa è in declino? A quanto pare gli utenti hanno più peso d’opinione dei fondi.
  2. Che cosa è un fondo di investimento?
  3. Come sarà il mercato futuro, consapevoli di questi “sciami” che appaiono e scompaiono in pochi giorni?

Per concludere con il titolo, il gioco va avanti. GameStop non è uno stop al gioco della finanza e delle sue regole.

Si ringrazia il prof. Emiliano Ippoliti per questo seminario, dal quale l’articolo prende vita.

Leonardo Mori

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