334 anni fa nasceva J.S. Bach e anche Google celebra il genio tedesco

Oggi è il compleanno di J.S. Bach. Google dedica un doodle interattivo per creare musica, sullo stile del grande musicista

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Buon compleanno Johann Sebastian Bach!

334 anni e non sentirli? Merito dell’immortalità della musica ma anche dell’anima disposta ad esplorare.

Tale riflessione calza a pennello quando si parla di uno dei più grandi geni della storia della musica.

In realtà il compleanno di J.S. Bach, il cui destino creativo risiedeva anche nella crittografia musicale del cognome, non cadrebbe letteralmente oggi.

J. S. Bach nacque infatti il 31 marzo 1685 a Eisenach, in Germania, ma dal momento che all’epoca, anche nella regione della Turingia, come in tutta la Germania, predominava la fede protestante, il calendario utilizzato era quello giuliano e non gregoriano.

Fu Papa Gregorio XIII, nel 1582, a emanare una bolla con la quale  il calendario veniva ridotto di 10 giorni per tornare alle giuste date di equinozio e solstizio.

Che sia un caso il fatto cha la nascita di Bach coincida con l’equinozio di primavera, è un’altra storia.

Organista, maestro di cappella, precursore del pianissimo barocco e classico, la storia di Bach è legata alla trasformazione sociale e culturale della Germania pre-romantica, ma soprattutto all’evoluzione della musica moderna dell’intero mondo occidentale, europeo e anglofono.

A lui si deve l’invenzione di molti canoni moderni e l’evoluzione del linguaggio musicale; dall’arte della fuga alla forma sonata, passando per il contrappunto, la strutturazione dell’armonia e persino i principi dell’improvvisazione.

La storia musicale di Bach inizia prima di lui ( il padre e il nonno erano Stadtpfeifer , ossia musicisti civici) e non termina con lui. La sua eredità è stata raccolta anche da ben sette dei suoi 21 figli avuti, anche se non tutti riuscirono ad avere la stessa fama. Una fama che non fu mai costellata di glorie e ricchezza, perché Bach era un musicista rigoroso, austero e pieno di responsabilità enormi.

Forse questo è uno dei motivi di una produzione musicale sterminata, capace di attraversare le epoche e dare sempre un’impronta creativa molto netta, che ancora oggi è possibile recepire come viva.

E’ quasi impossibile nominare la Toccata e fuga in Re minore, senza avere in testa le note introduttive di organo, diaboliche, esoteriche e ammalianti, legate per sempre all’immaginario del cinema Horror. Allo stesso modo è impossibile non ricordare la “sigla di Quark“, lo storico programma di Piero Angela, senza pensare alla sua musica: Aria sulla quarta corda, arrangiata in quella versione swing, che probabilmente divenne più famosa dell’originale, ma contribuì a rendere immortale, quella che ad oggi è considerata la più bella suite mai composta.




Anche Google ha pensato di omaggiare degnamente J.S. Bach e lo ha fatto con il linguaggio che glie è più familiare. E’ possibile infatti notare, sulla pagina principale del motore di ricerca il doodle celebrativo al grande genio.

Quello che a prima vista potrebbe sembrare un semplice doodle è in realtà un piccolo programma musicale interattivo di intelligenza artificiale.

il software mette in grado gli utenti di realizzare brevi melodie musicali, per poi armonizzarla seguendo secondo degli appositi algoritmi di machine learning che vengono codificati su un database contenente più di 306 composizioni del grande Bach. I brani possono poi essere scaricati o condivisi sui vari social network.

Si tratta in effetti di un programma non molto semplice e perlopiù rivolto a musicisti e musicofili, ma il risultato interattivo è divertente e molto affascinante, poiché permette a chiunque di avvicinarsi non solo alla musica del genio di Eisenach, ma anche di comprendere i linguaggi principali dell’evoluzione musicale fino ai giorni nostri.

Così, dopo essere lanciata nello spazio, per mezzo di un disco per grammofono registrato per la Golden Records  e lanciato in orbita grazie alle sonde Voyager 1 e Voyager 2 nel 1977, la musica di Bach viaggia nell’etere, come nelle frequenze sinusoidali, definendo ancora una volta il suo “infallibile” potere taumaturgico, sociale, scientifico e spirituale nel futuro della comunicazione.

Jan Anderson, compositore, flautista e polistrumentista dei Jethro Tull, che porto alla ribalta della scena rock uno dei suoi più celebri Bourée, nel 1976 realizzò insieme alla band l’album Too old to rock’n’roll, too young to die. Bach è stato uno dei suoi maestri principali, ma oggi, nel giorno del suo 334esimo compleanno si potrebbe dire a proposito di Bach e la sua musica:

Troppo vecchia per le visual, ma eternamente giovane per morire.

Fausto Bisantis

 

 

 

 

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