Balena spiaggiata in Sardegna, la lentezza della burocrazia

Rimane solo lo scheletro della "Moby Dick"

Il gigantesco esemplare sferzato dalle onde del mare

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Sulla costa di Platamona, 17 metri di carcassa di una povera “Balaenoptera physalus” sono abbandonati da mesi. Il cetaceo però non è soltanto una “balena”, è il simbolo dell’assurdità della burocrazia sarda. Raccontando questa storia dall’inizio, nel Novembre del 2017 sulla battigia di Platamona, tra il quinto e il sesto pettine, un gruppo di pescatori si trova davanti la gigante bianca, ahimè, senza vita. La prima mossa è quella di avvisare immediatamente gli uomini della Guardia Costiera che hanno accertato lo stato di avanzata decomposizione. La “Balaenoptera physalus” è il secondo animale del pianeta per dimensioni, dopo la balenottera azzurra. Si sa che può raggiungere e superare i 26 metri di lunghezza. Tra le cause della morte potrebbe esserci una collisione con una grossa nave.

La Balena sconfitta.

Il servizio sanitario della Asl di Sassari, aveva dichiarato: “la carcassa della balena dovrà essere smaltita in fretta prima che si possano creare nella zona problemi di ordine sanitario“. Così NON è stato, nonostante la casistica e la singolarità del caso, abbiano fatto sì che la notizia arrivasse ad essere trasmessa da numerosi canali d’informazione nazionali. Massimo Giletti ha definito infatti l’esemplare come “simbolo dell’Italia che non funziona“. Non funziona perchè la balena è ancora lì, ed è Gennaio. Mentre si aspettava che venisse affidato l’appalto per lo smaltimento della “Moby Dick“, così (ovviamente) ribattezzata, il maestrale l’ha già smaltita di suo, come solo la natura sa fare, senza guadagnarci.




La natura fa il suo corso

Della balena rimane solo lo scheletro ora, che il comune di Sorso ha dichiarato di voler conservare e esporre in ricordo dell’animale. Resta da capire perchè il tempo di reazione a una situazione ecologico-sanitaria così grave sia stato così ampio. Se davvero la Asl riteneva la carcassa un rischio per la salute degli abitanti della zona, è preoccupante e vergognoso che ci siano voluti quasi tre mesi per smaltirla. Un po’ per questioni di sicurezza, un po’ per rispetto di un’animale magnifico che ora verrà restituito al mare.

Stefano J. Bazzoni

 

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