Bambina nata da utero trapiantato da donatrice deceduta

È accaduto in Brasile ed è il primo caso al mondo. Sia la mamma che la piccola stanno bene.

Questo evento potrebbe spalancare scenari inesplorati per sconfiggere l’infertilità.

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Brasile: nata la prima bambina grazie all’utero trapiantato di una donatrice deceduta.

La BBC ha reso noto che in Brasile si sarebbe svolto con successo il primo parto grazie ad un utero trapiantato, appartenuto ad una donna deceduta . La mamma che si è sottoposta all’operazione ha seguito lunghi trattamenti per la fertilità, nel 2017 ha dato alla luce la sua bambina. Si tratta del primo caso di trapianto d’utero da parte di un paziente deceduto, mentre finora si era sempre soliti fare trapianti grazie alle donazioni di pazienti viventi.

La prima bambina venuta al mondo grazie a un utero trapiantato da una donna deceduta

La donna che si sarebbe sottoposta al trapianto e che avrebbe avuto nel 2017 la sua bambina – rivela la BBC – avrebbe 32 anni e sarebbe affetta dalla sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser (che porta alla mancata formazione dell’utero). Quello che si sa della donatrice defunta, invece, è che la donna aveva 45 anni al momento del decesso (avvenuto per emorragia cerebrale), e aveva avuto 3 figli.

Dopo essersi sottoposta al trapianto, la donna avrebbe avuto una gravidanza del tutto normale, e avrebbe seguitato le normali pratiche di fertilità previste per questo genere di casi. A 6 settimane dall’intervento le sarebbero stati impiantati i suoi stessi ovociti, già fecondati con gli spermatozoi del compagno. La sua bambina è nata al nono mese di gravidanza per mezzo di taglio cesareo, e pesava 2,5 kg al momento della nascita.

L’evento potrebbe rappresentare un vero e proprio punto di svolta per la medicina inerente la fertilità e i trapianti. Se infatti il trapianto da parte di donatrici viventi era già conosciuto e praticato, presentava ovviamente evidenti limitazioni per quanto riguardasse trovarne di disponibili. Dani Ejzenberg, dell’Ospedale das Clinicas di San Paulo, ha dichiarato:




 “Il primo trapianto di utero da donatrice vivente è stata una pietra miliare della medicina  ma presenta delle limitazioni, perché le donatrici viventi sono poche, e di solito si trovano tra familiari o amici stretti.”

Il primo caso al mondo di trapianto d’utero da parte di una donna deceduta

Il trapianto di utero da parte di donatori viventi è una pratica già conosciuta in tutto il mondo, che ha trovato i suoi riscontri positivi nel 2014 con i primi studi svolti in Svezia. Fino ad ora però, gli studiosi si erano sempre dimostrati scettici di fronte alla possibilità che la donatrice fosse una donna ormai deceduta, ma grazie al caso della donna in Brasile sembra che il futuro riservi uno scenario piuttosto ottimista per tutte coloro che abbiano problemi d’infertilità. Un’equipe medica ha dichiarato al magazine Lancet:

“I risultati stabiliscono una verifica teorica per il trattamento dell’infertilità uterina mediante trapianto da donatrice deceduta, aprendo un percorso verso una gravidanza sana per tutte le donne con sterilità dei fattori uterini, senza bisogno di donatori viventi o di chirurgia da donatore vivente.”

Alice Antonucci

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