Bambine maltrattate e picchiate a Caserta: arrestati i genitori

Le indagini sono partite lo scorso gennaio, dopo il ricovero di una delle bimbe

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Bambine picchiate e maltrattate a Caserta: vittime 2 sorelline di 6 mesi e 3 anni, lasciate senza cibo e con varie fratture su tutto il corpo.

Le pesanti accuse hanno portato all’arresto dei genitori delle 2 giovani vittime, entrambi risiedenti a Bellona, nel casertano.

Le bambine, stando a quanto riporta l’ordinanza emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere, erano soggette a “un regime di vita vessatorio e violento mentre i genitori si “disinteressavano delle loro condizioni di sviluppo e formazione personale, così da rendere abitualmente dolorose e mortificanti le relazioni familiari“. 

Le indagini

Le indagini sono partite lo scorso gennaio, quando, alla più piccola delle 2, ricoverata all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, erano state riscontrate sul corpo varie lesioni ecchimotiche, inappetenza e ipertransaminasemia (cioè l’aumento di enzimi intracellulari, che può essere espressione di danno a organi). Durante il ricovero nel reparto pediatrico, il personale del nosocomio casertano si era rivolto agli uomini della squadra mobile, riferendo di “un quadro clinico e radiologico non ascrivibile a patologia pediatrica, ma di verosimile natura traumatica”.  Orrore nell’orrore: parenti e vicini della famiglia sapevano delle continue violenze fisiche e psicologiche a cui le piccole erano sottoposte, ma non hanno mai denunciato l’accaduto.

Secondo le prime testimonianze, la più grande delle due veniva spesso sbattuta con la testa contro il muro, mentre la piccola di 6 mesi veniva sbattuta talmente forte che i medici dell’ospedale le hanno riscontrato diverse fratture dovute alla shaking baby syndrome, cioè la sindrome del bambino scosso, che la piccola subiva ogni volta che piangeva e veniva rimessa con forza nel passeggino.

Bambine maltrattate e picchiate: il racconto alla maestra

La più grande delle 2 sorelline, che frequentava l’asilo, si sarebbe confidata con una delle maestre, raccontando la tragica storia familiare in cui era costretta a vivere. La docente aveva, quindi, presentato una relazione esterna agli investigatori della Squadra mobile della Questura di Caserta. Il ricovero in ospedale ha permesso l’avvio delle indagini e la scoperta dei maltrattamenti subiti.

Mena Indaco

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