Con le favole i bambini aiutano i cani abbandonati

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Riconoscersi senza dire una parola, capirsi con uno sguardo, comprendere gli stati d’animo altrui, condividendone paure e resistenze, provare sulla pelle la magia del sentire l’altro, cercare mondi di appartenenza e trovare orbite di dettagli e di stupori che fanno da sfondo all’incontro, tutto questo si chiama empatia.

Se ci limitassimo a considerare l’empatia un esercito di neuroni che si agita a colpi di sinapsi o più semplicemente un banale sentimento potremmo peccare di riduzionismo perché è qualcosa di molto più profondo, un vero e proprio contatto emotivo tra due esseri viventi che pur differenti riescono a vedersi rispecchiandosi nei vissuti.

Sentire l’altro diventa una componente fondamentale per l’instaurarsi di un sano rapporto di fiducia ma questa teoria non vale solo nel rapporto tra le persone al contrario diventa ancora più necessaria quando ci si relaziona con un animale.

Secondo l’associazione americana no profit la Human Society of Missouri un bambino può aiutare un cane a trovare una famiglia disposto ad adottarlo grazie a un programma chiamato Shelter Buddies Reading Program.

Questa iniziativa, partita lo scorso dicembre in uno dei tanti ricoveri gestiti dall’associazione, vede coinvolti diversi bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni ai quali è stato permesso di trascorrere del tempo in un canile insieme ai tanti cani abbandonati per leggere loro le fiabe e i racconti che più preferivano.

Duplice è lo scopo di questo programma da un lato aiutare i cani a riacquistare fiducia nel prossimo ma anche rassicurazione e conforto, impresa non facilissima dal momento che la maggior parte di loro ha un passato di abbandoni e di violenze, e dall’altra educare i bambini a una maggiore sensibilità e a migliorare la loro capacità di lettura.

Non sono pochi i casi di bambini che si rifiutano di parlare con i genitori o con gli educatori eppure non hanno alcun problema a sedersi a gambe incrociate davanti a una cuccia e a raccontare la favola preferita a un cane.

Il direttore del programma Jo Klepacki ha affermato che questo esercizio di lettura a voce alta ha avuto un successo straordinario, i cani risultano più calmi, socievoli e meno timorosi e sui bambini tutto questo ha un effetto estremamente positivo, questa relazione li spinge a guardare il mondo dal punto di vista di un animale e inoltre li aiuta nel processo di acquisizione dell’autostima personale essendo parte fondamentale del risultato ottenuto.

Sarebbe bello se anche in Italia si promuovessero iniziative del genere, sono troppi i cani rinchiusi nei canili che ogni giorno soffrono di solitudine sperando in qualcuno che possa ancora amarli e non tradirli più e sono tanti anche i bambini che hanno bisogno di un amico che ascolti la loro storia.

Bisogna dare fiducia alle piccole svolte e alle parole che cambiano la sorte, questa iniziativa unisce due delle cose più preziose che abbiamo a nostra disposizione, è negli occhi dei cuccioli, umani o animali che siano, che possiamo ancora trovare la bellezza della verità.

 

 

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