Bambino marocchino aggredito a Cosenza: coppia denunciata

Il piccolo stava andando a comprare un gelato insieme ai fratelli di 8 e 10 anni, quando, incuriosito, si è avvicinato alla coppia con una neonata nel passeggino. È bastato questo a far scattare l'aggressione dell'uomo, un 24enne, che, con la moglie, è adesso accusato di lesioni aggravate

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Bambino marocchino aggredito a Cosenza: coppia denunciata.

Ha dell’inverosimile l’episodio accaduto lo scorso mercoledì pomeriggio a Cosenza. Un bimbo di 3 anni, “reo”, agli occhi degli aggressori, di avere la pelle nera, è stato colpito con schiaffi e un calcio in pieno stomaco. Il piccolo, che era con i suoi fratelli più grandi, si era avvicinato alla figlia neonata della coppia, quando la mamma della bambina e poi il papà l’hanno colpito più volte per allontanarlo dal passeggino. I due si sono immediatamente dileguati, tra gli insulti di chi ha assistito alla scena.




Identificati i 2 aggressori

Grazie ai filmati delle videocamere di sorveglianza, gli agenti della Questura di Cosenza hanno individuato i due coniugi. Si tratta di T.D., di 22 anni, e M.V., di 24 anni, che ora dovranno rispondere di lesioni personali aggravate. Il piccolo, di origini nordafricane, si era recato, insieme alla madre e ai due fratelli di 8 e 10 anni, in uno studio medico. La donna, per rendere l’attesa più leggera, ha invitato i figli ad andare a prendere un gelato.  A quel punto, in via Macallè, una traversa del centralissimo corso Mazzini, il piccolo si è avvicinato alla carrozzina della piccola, ma il padre, secondo quanto raccontato da una testimone, lo ha colpito con un calcio all’addome.

Una scena raccapricciante – ha detto la donna che ha assistito alla scena – Ho visto quel bimbo fare un salto di due metri e accasciarsi a terra. Non potevo credere a quello che stava succedendo. Il mio primo pensiero è stato soccorrerlo. 

 

Episodio raccrapicciante

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha parlato di un episodio «raccapricciante» che provoca «indignazione e sconcerto», sottolineando come Cosenza sia «storicamente città di inclusione e accoglienza. Qualsiasi sia il motivo, se di natura razzista o di cieca follia – ha detto il sindaco – certamente si tratta di un gesto gravissimo che non può trovare alcuna giustificazione, né deve essere sottaciuto. Non possiamo tollerare l’odio inconsulto e cruento, specie quando la vittima è un bimbo piccolissimo. Fermo restando che le indagini stabiliranno le effettive responsabilità – conclude Occhiuto – esprimo alla famiglia della piccola vittima tutta la mia vicinanza e quella di tutta l’Amministrazione comunale».

Mena Indaco

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