Bardi vince in Basilicata. La destra esulta e la Lega ricorda di essere Nord

Fonte immagine: Wikipedia
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Come previsto Vito Bardi è il nuovo presidente della regione Basilicata.

I sondaggi non hanno deluso le aspettative e così, dopo più di 20 anni, la roccaforte rossa passa in mano al centrodestra. Regione cruciale del mondo di sinistra, la Basilicata va oggi ad abbracciare quel progetto di governo che regola il nostro paese. Il neo Presidente Bardi: “Abbiamo scritto la storia”.

Ma cosa si nasconde dietro i dati degli elettori?

Dai primi numeri rilasciati dal Viminale la situazione politica sembra molto chiara: Il M5s, “primo partito” (ha commentato a caldo Luigi Di Maio), ottiene il maggior numero di consensi (il 20%; la metà rispetto alle politiche 2018). Seconda la Lega di Salvini che (raddoppiando i voti), vista l’intesa con Forza Italia, porta Bardi alla presidenza regionale col 43% dei consensi. Terzo il PD che però, grazie alle liste di centrosinistra, spinge Trerotola al 33%. Un panorama nitido che sottolinea la grave sofferenza dei pentastellati rispetto alle ultime elezioni nazionali, un Salvini in piena vocazione di voti e un PD in piccola ripresa.

Il Centrodestra è cruciale

Nessuno si aspettava però che il centrodestra berlusconiano potesse avere tanto peso in queste elezioni. Nonostante il 10% dei consensi, Forza Italia e il Cavaliere continuano ad essere, per il Ministro degli Interni, alleati cruciali. D’altra parte, però, il mondo leghista incomincia a rivendicare i risultati scavando in vecchi capisaldi di partito. Sul palco del Veneto Fest torna infatti a tuonare la voce di Luca Zaia. Il Presidente della regione ha così ricordato la volontà della Pianura Padana  di essere indipendente:

“Andiamo avanti, ci sarà il 3 aprile un’ulteriore audizione al Senato. Se si firma e ci danno l’autonomia bene, sennò a casa tutti”

Salvini rallenta

Cauto l’alleato di governo, Matteo Salvini, che riferendosi ai 5 stelle afferma:

“È un passaggio storico e nessuno ti regala niente. Siamo al governo in due e quindi bisogna reciprocamente sostenerci, ascoltarci, aiutarsi… Ogni tanto una bottarella di qua, una bottarella di là. Questo è l’unico momento, questa è l’unica alleanza con cui possiamo portare a casa l’autonomia e o lo facciamo adesso o non ce la faremo più. Io sono convinto che ce la faremo adesso”

Battaglia Emanuele

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