Il batterio della polmonite combatte il sistema immunitario

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La notizia viene dall’Università di Umeå (Svezia). già la notizia che il pneumococco, il batterio della polmonite, combatte il sistema umanitario sarebbe interessante, scoprire che lo fa a colpi di disinfettante è sorprendente ed affascinante.
La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications, lo streptococcus pneumoniae (chiamato anche pneumococco) responsabile della polmonite ma anche di meningiti e gravi sepsi, produce perossido di idrogeno (acqua ossigenata) con cui attacca gli inflammasomi. Il termine inflammasoma è una italianizzazione del termine inglese inflammasome, come ho più volte ricordato tutta la ricerca si pubblica in inglese, dunque ormai sono molti, in diversi campi scientifici a cominciare dalla medicina, i termini che non hanno un corrispondente in italiano che o si utilizzano come sono o si italianizzano “a braccio”.
L’inflammasoma chimicamente è un oligomero multiproteico, cioè una molecola complessa formata da più monomeri ma da un numero abbastanza piccolo (a differenza dei polimeri) ed è responsabile della risposta infiammatoria.



Perché il batterio prende di mira proprio queste componenti del sistema immunitario? Perché quello che un batterio “vuole” quando si trova nel corpo di un ospite essenzialmente è essere lasciato in pace. Ovviamente non vuole essere attaccato ed eliminato, ma non vuole nemmeno danneggiare l’ospite, dunque evitare una forte risposta infiammatoria è il suo scopo.
Il batterio della polmonite (ma anche altri batteri lo fanno non solo il pneumococco) produce grandi quantità di acqua ossigenata (si potrebbe dire che combatte il fuoco col fuoco visto che il perossido di idrogeno è uno sbiancante e un disinfettante che anche il nostro sistema immunitario produce) che inattivano gli inflammasomi e indeboliscono il sistema immunitario.
Conducendo le loro ricerche sui topi i ricercatori hanno fatto la controprova, hanno manipolato il batterio in modo che producesse meno acqua ossigenata e hanno constatato che non sono stati in grado di disattivare gli inflammasomi (a conferma che è quello il meccanismo che usano per farlo) e si è scatenata una forte risposta infiammatoria che ha liberato i polmoni delle cavie dal batterio.

Roberto Todini

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