BCorp: Aziende felici e sostenibili, a prova di certificato

Le BCorp aumentano in Italia.

Sempre più aziende alla ricerca di un equilibrio tra profitto e sostenibilità socio-ambientale.

fonte immagine: tps://www.jobyourlife.com/blog/felicita-una-competenza-lavoro/tendenze/
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Profitto e competitività possono andare di pari passo con un ambiente di lavoro sereno ed eco-sostenibile?  Sempre più aziende raccolgono la sfida della sostenibilità socio-ambientale e si impegnano a diventare BCorp.
Si tratta di imprese che scelgono volontariamente di rispettare i più alti standard di affidabilità, performance e trasparenza. Insomma per queste aziende il benessere sul luogo di lavoro e la sostenibilità ambientale sono così fondamentali da essere sottoposte a certificazione.



Come si diventa BCorp? E che cosa significa?

L’idea di creare una rete di aziende che abbiano a cuore, oltre al profitto, il proprio impatto sociale nasce negli Stati Uniti nel 2006 dall’ente non-profit americano B Lab. E’ stato proprio quest’ente a creare la certificazione B-corporation che misura le performance di un’azienda attraverso il B Impact Assesement. Si tratta di un dettagliato questionario on line in cui si valutano, oltre al prodotto o servizio offerto, anche importanti elementi di governance aziendale quali la gestione delle risorse umane e il livello di eco sostenibilità. Le imprese che raggiungono il punteggio minimo richiesto accedono ad un processo di validazione che verificherà l‘autenticità delle risposte fornite.  Sebbene si tratti di una certificazione privata, essa prelude in molti casi all’acquisizione dello status giuridico di Società del Benefit. L’Italia è il primo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti ad aver riconosciuto questa condizione giuridica.

Il modello B-Corp in Italia

Dunque riassumendo vi sono numerosi vantaggi nell’ottenere questa certificazione come ad esempio la differenziazione dalla concorrenza ed una maggiore capacità di attrarre talento. Il modello delle B-Corporations sta riscuotendo un notevole successo nel nostro Paese.  Infatti in Italia sono già 85 le aziende certificate secondo questo modello. A decretarne il successo sarebbe:

“Un allineamento con alcune caratteristiche degli imprenditori italiani: radicamento al territorio, attenzione alle future generazioni, e l’orientamento culturale ad un ruolo positivo dell’azienda nella società»

Lo affermano al Corriere della Sera Paolo de Cesare e Eric Ezechieli, fondatori della prima B-Corp italiana, Nativa che oggi diffonde questo modello nel nostro Paese. Numerosi dati interessanti emergono dalle loro dichiarazioni: in particolare l’Italia è lo Stato europeo dove questo modello cresce di più. Tra le aziende certificate troviamo l’azienda di design Alessi ma anche i Fratelli Carli produttori di olio d’oliva.

Per quanto riguarda invece il mondo nel suo complesso più di 70.000 aziende hanno richiesto la certificazione BCorp ma solo 2.500 l’hanno ottenuta.

Insomma, l’obbiettivo è quello di costruire un’economia più umana che vada oltre il profitto fino ad introdurre un’indice di felicità come auspicato dalla Stiglitz-Sen-Fitoussi Commission. Secondo questi tre premi Nobel per l’economia il PIL non è sufficiente a misurare le condizioni di un Paese. Tra gli indici aggiuntivi da prendere in considerazione spiccano, non a caso, l’Indice di Disuguaglianza e quello di Sostenibilità.

Gessica Liberti

 

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