Belgio: ritrovate ossa umane nelle fondamenta della Cattedrale

La Cattedrale di San Bavone di Gand, in Belgio, è l’edificio religioso più importante della città di Gand, uno dei più rilevanti del paese.  Risalente al tredicesimo secolo, rappresenta un magnifico esempio di architettura gotica (in particolare di gotico fiammingo, o barbantino).  Anche l’interno della chiesa racchiude opere d’arte considerevoli, una fra tutte è il famosissimo “Polittico dell’Agnello Mistico”, dipinto da Jan van Eyck. Tra tutte queste bellezze, la Cattedrale belga è tornata al centro dei riflettori, con un ritrovamento di ossa umane del tutto inaspettato.

 

Ossa umane ritrovate

Mura fatte interamente di ossa umane, ecco cosa si sono trovati i ricercatori. Duranti gli scavi alle fondamenta della Cattedrale, condotti dagli esperti del Rubert Willaert Bvba, sono affiorate centinaia, se non migliaia di ossa. Muri spessissimi, intarsiati con ossa di gambe e teschi risalenti alla seconda metà del quindicesimo secolo: la maggior parte appartenenti a persone adulte, a volte integri, a volte ritrovati in frammenti. Janiek de Gryse, archeologo incaricato di restaurare l’edificio,  in un articolo ne “La Stampa” ha spiegato che le strutture “scheletriche”:

Furono probabilmente costruite quando il cortile della chiesa fu sgombrato per fare spazio a nuove sepolture




Un cimitero “affollato”

Il mistero delle ossa umane sembra chiarirsi leggermente. Una fonte storica, risalente al diciottesimo secolo riporta l’esistenza di un cimitero, ma non solo. L’architetto de Gryse ipotizza che i muri, ovvero le tumulazioni più antiche, furono eretti per fare spazio, nel cortile della Cattedrale, alle nuove sepolture. Nel diciottesimo secolo, precisamente nel 1784, la Cattedrale di San Bavone smise di accettare altri corpi. Era pratica del tempo, una volta che il cimitero si ingrandiva e si affollava di tumulazioni, spostare i più antichi per far posto ai più recenti.

 

Fare spazio ad un altro

Per quanto riguarda l’utilizzo delle ossa umane per erigere muri, essa appare inquietante e insolita. L’architetto de Gryse, parlando del concetto di resurrezione per i cristiani, si stupisce di come le ossa sono state trattate (arriva a dire che le ossa, e quindi il corpo, sono per un cristiano la parte più importante). Secondo la mia opinione il concetto rimanda al Medioevo, quando l’arte si creava tramite un riutilizzo di materiali e forme. In questo caso il riutilizzo è corporeo, sacrificale e caritatevole: fare spazio ad un altro, perchè possa fruire di un Altro in modo più completo, con tutto se stesso. Un riutilizzo che non trascura nessuno, ma volge ad un fine più grande e abbraccia tutti interamente.

 

 

Jacopo Senni

 

 

 

 

 

 

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