Bellingcat: quando il giornalismo investigativo diventa virale

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Fondato nel 2014 dal blogger britannico Eliot Higgins, Bellingcat deve il suo nome ad una strana favola medievale; una storia che vede come protagonisti dei piccoli roditori intenti a debellare la minaccia di un gatto attraverso un piano geniale, ma troppo rischioso da realizzare.

Belling the cat è un racconto utilizzato per insegnare ai ragazzi una lezione importante: non conta quanto un’idea sembri geniale, conta quanto sia fattibile eseguirla nel concreto. Per questo motivo il suo ideatore ha voluto costruire un progetto secondo regole ben delineate, un vero e proprio canale di investigazione in cui pubblicare piccole inchieste, basate su fonti pubbliche.

Nel 2012, decide di aprire un blog pubblicando le sue prime ricerche sulla Guerra civile siriana. Iniziò a studiarne i filmati, analizzando i dettagli delle armi utilizzate e fu in grado di dimostrare che il regime siriano stava usando armi chimiche e munizioni a grappolo, collegando quelle armi all’attacco chimico di Ghūṭa, avvenuto un anno più tardi.

Nel 2013 lancia una raccolta fondi per creare una vera squadra di investigazione:

Mettere insieme un gruppo di scrittori e attivisti che, attraverso gli strumenti open source, riescano a trasformare il giornalismo e attirarne altri che imparassero a usare gli stessi strumenti.




La prima grande indagine firmata Bellingcat venne condotta da volontari senza alcun tipo di finanziamento, il loro compito era quello di indagare sull’abbattimento del volo Malaysia Airlines 17(MH17), colpito da un missile mentre sorvolava l’Ucraina orientale. La loro inchiesta attribuì la responsabilità dell’attacco ad un’unità militare russa ed alla sua catena di comando.

Queste importanti inchieste portarono Bellingcat ad avere visibilità, inoltre, quello che era nato come un semplice blog, divenne presto un vero e proprio sito di giornalismo investigativo.

Una realtà davvero stupefacente, fatta di metodi innovativi utilizzati dai volontari per effettuare le ricerche: da Youtube a Google Earth, dai social media agli annuari scolastici, una vera ricerca a portata di click. Eliot Higgins non solo ha creato un nuovo modo di fare giornalismo investigativo, ma lo ha trasformato in un punto di riferimento per professionisti nel settore e governi di tutto il mondo.

Ha reso possibile l’improbabile, attraverso strumenti alla portata di tutti, pubblicando i risultati delle indagini di giornalisti professionisti e cittadini in zone di guerra, documentando la violazione dei diritti umani e la malavita criminale.

Insomma, alla fine il topo ha fregato il gatto utilizzando un piano impeccabile: la ricerca della verità attraverso il giornalismo investigativo.

 

 

Silvia Morreale

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